Malato di Alzheimer dialoga solo con il cane

Lisa Abeyta ha pubblicato un video molto toccante riguardante suo padre e l’interazione con il cane di casa, una sequenza di immagini che ha colpito al cuore molta gente. La clip casalinga ha ricevuto moltissime visualizzazioni, divenendo velocemente virale. Il padre di Lisa, seriamente colpito dal Morbo di Alzheimer, da tempo non riesce ad articolare frasi corrette con la figlia e con il resto della famiglia. Purtroppo una forma di afasia si è introdotta nella sua vita, rendendo il dialogo confuso e non regolare.

Ma nonostante questa sia una componente della malattia, la mancanza di comprensione sparisce al cospetto del cane di casa, con cui l’uomo a fatica riesce a parlare. Come mostra il video il dialogo appare lento, traballante ma comprensibile. Il padre della donna pare riacquistare sicurezza con il quadrupede, riuscendo a interagire serenamente con il cane. Al contempo l’animale sembra tranquillo e pacifico tra le carezze dell’anziano, cercando di giocare con lui e consegnandogli oggetti e pupazzi.

Sembra un miracolo ma la medicina spesso ha dimostrato l’importanza della vicinanza di un animale nei casi di patologie gravi, in particolare per quanto riguarda quelle dove la difficoltà espressiva è più marcata. Malattie come l’Alzheimer e il Parkinson possono trovare giovamento dalla presenza di un animale, per questo da tempo programmi di pet therapy affiancano degenti in ospedale o nei centri di riabilitazione. La vicinanza di un cane ha effetti benefici per quanto riguarda la sfera emotiva di un paziente, scemando così l’ansia, la rabbia, l’aggressività prodotta dalla malattia e la conseguente insonnia.

La confusione, data dagli stati di coscienza spezzati dalle amnesie sempre più lunghe, viene lenita dalla presenza di un animale. Occuparsi del quadrupede, accudirlo, coccolarlo interrompono l’ansia e lo stress dato dal continuo rimuginio mentale. Per questo, specialmente oltreoceano, i malati vengono spesso aiutati da cani addestrati. Animali dall’indole pacifica, serena, che possano garantire un effetto positivo sui pazienti.

28 aprile 2014
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