Un percorso complesso, quello degli allevamenti in batteria, dove la quotidianità di un prato è una realtà utopica. Per questo sorprende il percorso di vita dei maiali Arthur e Olivia, che hanno abbandonato una vita di reclusione e al buio in favore del verde e del sole. Potrebbe risultare immediato il connubio dei maiali o di qualsiasi altro animali in tandem con il verde, il sole e il relax di una vita in fattoria. Ma l’allevamento in batteria spinge verso un altro genere di crescita, dove gli esseri sono parte attiva di un sistema dove la cura non emerge. Benoit Van den Broeck, parte attiva della campagna a Animal Rights Europe ,concorda che gli animali sono parte integrante di un sistema. Ad esempio nelle Fiandre in Belgio, il numero degli esemplari supera quello dei civili, perché la richiesta di carne sembra molto forte.

Eppure queste unità, in particolare i maiali, vive un’esistenza di reclusione e di privazioni. Molti gli animali bloccati al buio senza la possibilità di muoversi, sgambare o semplicemente girarsi per trovare una posa comoda. Come ha confermato anche Animal Rights Europe, molti maiali passano la loro esistenza tra il parto e l’allattamento, sempre bloccati per terra senza la possibilità di muoversi o sgranchirsi le ossa. I cuccioli più deboli e fragili, incapaci di contrastare le avversità, vengono scansati e abbandonati a una morte lenta. Non viene contemplata l’eutanasia, l’abbandono è una scelta economica e più semplice.

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Il team però ha voluto donare loro una nuova possibilità, con nuovi spazi e tanta luce. Olivia e Arthur sono un simbolo di questa importante svolta, hanno assaporato nuovi luoghi e nuove tempistiche lontani dalla reclusione e dalle privazioni. La loro casa è segreta ma possono godere, per la prima volta, della luce del sole, del calore del giorno, del profumo della terra e dell’erba e della natura. Un cambio di rotta importante e significativo per esemplari socialmente molto intelligenti.

24 ottobre 2016
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