Il mal di schiena non è una patologia necessariamente legata all’età. Ci sono persone che ne soffrono fin da giovani. Tutto può dipendere dalla postura, da alcuni tipi di movimento fatti in modo non corretto per la colonna vertebrale o anche da alcuni traumi subiti in vari periodi della nostra vita. Quando il dolore compare e non ci abbandona meglio sempre consultare un medico per verificare che non si tratti di qualche malattia specifica. Escluso questo, è utile sapere che esistono esercizi che possono liberarci del tutto o in parte dal dolore.

Il fisioterapista David Rogers e lo specialista di gestione del dolore, il Dr. Grahame Brown, del Royal Orthopaedic Hospital di Birmingham, hanno dato a tal proposito una serie di consigli. Come prima cosa rivelano che il dolore non ha una radice solo fisica, ma anche emotiva e sociale e come tale va trattato.

Fisioterapia, manipolazioni o interventi chirurgici potrebbero quindi non essere necessari o non sufficienti. Serve un approccio biopsicosociale secondo gli esperti. Bisogna intervenire sul nostro sistema nervoso con dei cambiamenti graduali e vedere come il corpo reagisce a tutto questo. Serve poi valutare la nostra risposta al dolore e quella delle altre persone che ci stanno attorno (la componente sociale).

Quello che succede al nostro corpo quando iniziamo a provare dolore è la memorizzazione del movimento che ci procura dolore o che l’ha scatenato. Come meccanismo di difesa quel movimento verrà sempre di più escluso dalle nostre possibilità e il cervello creerà nuove sinapsi per stabilizzare delle abitudini che non lo contemplino.

Così molti movimenti di flessione, torsione e sollevamento diventano per noi sempre più difficili. Questo fa si che i muscoli interessati si irrigidiscano sempre di più, mentre legamenti e tendini di accorciano perché non più allenati.

È facile intuire come questa situazione peggiorerà il nostro stato di salute anziché migliorarlo, ma bisogna ricordare che non si tratta di una strada senza ritorno, dobbiamo semplicemente riabituare il nostro corpo e allentare i messaggi di allarme che spesso il nostro cervello ci dà per difenderci dai rischi.

Alcuni semplici esercizi consigliati da Rogers e Brown possono essere utili. Vanno provati con calma all’inizio per vedere la reazione della nostra schiena. All’inizio sarà difficile sciogliersi, ma il dolore con il tempo dovrebbe diminuire. Se ciò non accadesse è meglio fermarsi e in ogni caso meglio sempre consultare il medico di fiducia per capire se si sta agendo bene oppure no.

I movimenti vanno tenuti dai 5 ai 10 secondi e ripetuti per 10 volte. Se non si hanno gravi problemi alla schiena, sarà stupefacente scoprire quanto possiamo recuperare una vita praticamente normale, una cosa di cui non avremmo mai pensato di essere capaci:

  • A 4 zampe – mettersi a terra, a 4 zampe. Espirando cercare di sedersi sui talloni. Allungare le braccia più che si può, con le testa tra le braccia. Si sentirà la schiena tirare.
  • Step – mettersi di fronte ad uno step o ad uno scalino, fare un passo per salirvi sopra e contemporaneamente alzare entrambe le braccia verso l’alto. Anche in questo caso si dovrebbero sentire tirare i muscoli della schiena. Scendere e ripetere con l’altro piede.
  • Piegamenti laterali – in piedi con le gambe aperte ad una larghezza pari a quella delle spalle, con le braccia libere lungo i fianchi, piegarsi leggermente a destra, mantenere la posizione, poi alzarsi e ripetere dall’altra parte.
  • Sulla porta – di fronte ad una porta aperta o ad un muro, appoggiare le mani sul telaio della porta o sul muro. Piedi uniti, braccia distanziate, raggiungere una forma a V. Poi espirando elevarsi alzando le braccia, senza piegare troppo la schiena.
  • Piegamenti in avanti – in piedi con le gambe alla larghezza delle spalle piegarsi in avanti fin dove si riesce ad arrivare, mantenendo le ginocchia leggermente piegate.
  • Squat – in piedi aggrapparsi alla spalliera di una sedia (con qualcuno seduto sopra per renderla stabile). Piegarsi espirando, mantenendo i piedi aderenti al pavimento e la schiena dritta.
  • Torsioni da seduti – da seduti su uno sgabello, schiena dritta, braccia in avanti con le mani che si toccano. Girarsi con una torsione del busto a destra, espirando, tornare e ripetere a sinistra.
  • Torsioni da sdraiati – sdraiati a terra o su un tappetino a pancia in su, a gambe piegate con i piedi che toccano il pavimento e le braccia lungo il corpo. Espirando rotolare le ginocchia verso destra, ritornare e ripete a sinistra.

Se da questi movimenti si trarrà giovamento si potrebbe passare ad altri più specifici che possono essere consigliati dal medico e miglioreranno ulteriormente la situazione. Insieme ad uno stato di maggiore benessere fisico ci si gioverà anche di più fiducia in se stessi e questo contribuirà ad un lavoro migliore e ad una migliore condizione psicofisica.

Potrà accadere che ci siano delle ricadute, sia perché si è esagerato con alcuni movimenti, sia perché stati di intenso stress o irritazione possono riportarci indietro. È importante in tal caso mantenere la calma, fare degli esercizi di respirazione e ricordare che è solo una cosa temporanea e che dal giorno seguente si potrà ricominciare nel proprio percorso di guarigione.

3 agosto 2016
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Marina, giovedì 4 agosto 2016 alle8:06 ha scritto: rispondi »

interessante -

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