Il Consiglio Superiore di Sanità (CSS) ha dato il via libera all’allevamento in Italia di maiali OGM, con delle opportune limitazioni relative soprattutto al carattere “sperimentale” e all’obbligo di sottostare ai serrati controlli del Ministero della Salute per chi si dedicherà a questo tipo di allevamento.

Dopo un acceso dibattito i maiali transgenici arrivano quindi anche in Italia, dove lo stesso Ministero della Salute, interpellato in merito dalla Regione Lombardia, aveva delegato al CSS di stabilire l’opportunità di concedere tale permesso ad Avantea, una ditta di Cremona che ne aveva fatto espressamente richiesta.

La nota del Ministero chiarisce i termini e gli obiettivi di questo via libera, spiegando di essere:

Consapevole dell’importanza potenziale che la produzione di suini transgenici può avere sulla salute umana con particolare riferimento al settore dei trapianti e della terapia delle malattie degenerative dell’uomo. Tuttavia, non può nemmeno sfuggire che tale produzione, al di là dei suoi aspetti e interessi economici, non può essere considerata un semplice allevamento di animali a uso sperimentale, in quanto può comportare conseguenze di sanità e benessere animale, nonché ambientali, di complessa valutazione.

Si tratta quindi di un “sì” con delle precise limitazioni e dato solo in attesa di chiarire meglio la situazione dal punto di vista legislativo, in quanto nell’ordinamento italiano non esiste al momento alcuna legge che regoli la clonazione di animali per scopi scientifici, essendo scaduto il 31 dicembre 2001 il decreto che impediva questa prassi.

18 maggio 2011
I vostri commenti
Roby, mercoledì 29 maggio 2013 alle7:38 ha scritto: rispondi »

Credersi Dio mettendo mano alla natura, costa l'estinzione, infondo cosa buona per una specie incapace di evolvere veramente.

Gicalu2010, mercoledì 25 maggio 2011 alle19:24 ha scritto: rispondi »

 più che ricercare la soluzione alle malattie,  io credo che dovremo fare in modo di prevenirle, magari stando lontano dai prodotti transgenici o manipolati in generale. la maggior parte delle patologie ce le procuriamo da soli vivendo un ambiente non più sano e alimentandoci in modo scorretto.

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