La maggiorana è una delle piante aromatiche più utilizzate nella cucina italiana, così come anche per la preparazione di numerose ricette europee. Decisamente simile all’origano, con cui condivide il genere, la pianta si differenzia da quest’ultimo per un sapore più delicato e per un profumo meno intenso. Ma come coltivarla efficacemente in orto oppure in vaso?

Particolarmente frequente nella cucina italiana e i quella greca, la crescita della maggiorana può avvenire in una moltitudine di terreni e di condizioni atmosferiche, tanto da adattarsi facilmente all’intero Stivale. Per informazioni più dettagliate sul proprio luogo di residenza, così come sui consigli più indicati per la coltivazione in relazione alla propria zona, è comunque indicato chiedere delucidazioni al proprio fornitore o negozio di botanica di fiducia.

Cosa sapere prima di coltivare la maggiorana

L’Origanum majorana è una pianta perenne del genere Origanum, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. A differenza dell’Origanum vulgare, ovvero dell’origano comune con cui condivide molte caratteristiche, la maggiorana presenta un sapore più delicato e un profumo meno intenso. Tipica nelle regioni del sud Europa nonché in Asia, può crescere fino a 1.000 metri d’altezza nei paesi più caldi. Si caratterizza per un’estensione di 30-50 centimetri, con foglie piccole e ovali, queste ultime normalmente ricoperte da peluria. Se non consumata prima in cucina, la maggiorana può produrre anche dei piccoli fiori, solitamente estivi e di colore bianco oppure rosa.

Il clima preferito, così come anche già accennato, è quello mediterraneo, possibilmente con temperature mediamente alte e poche gelate. La maggiorana, infatti, mentre si adatta abbastanza facilmente al freddo teme le temperature più rigide, soprattutto quelle prossime o inferiori allo zero.

Il terreno ideale è morbido, drenato e ricco di sostanze nutritive, anche da fertilizzazione con concimi organici come il compost. Per sua natura rustica, tuttavia, la pianta può adattarsi con soddisfacenti risultati a una grande moltitudine di terreni, purché siano assenti i ristagni d’acqua.

La coltivazione può avvenire tutto l’anno, purché si rispettino i medi vincoli di temperatura citati poc’anzi. Per un raccolto anche invernale, non è infrequente che la pianta venga mantenuta in serra o comunque indoor nella stagione fredda, mentre per la messa a dimora esterna la semina o il trapianto avviene a partire dal mese di marzo fino all’estate inoltrata.

Il processo di annaffiatura dipende dalla propria zona di residenza, quindi dalla frequenza dei fenomeni atmosferici. Per primavere ed autunni piovosi, infatti, potrebbero essere più che sufficienti le precipitazioni per le necessità della pianta. In estate, qualora il terreno apparisse secco o disidratato, si può procedere all’incirca due volte alla settimana, prediligendo la mattina o la tarda sera per la distribuzione dell’acqua.

Coltivazione in vaso o in orto

La maggiorana è una pianta aromatica che può essere efficacemente coltivata in orto oppure in balcone, grazie all’utilizzo di vasi. Una caratteristica, quest’ultima, che renderà molto semplice l’autoproduzione anche per coloro che non disponessero di un giardino.

Come consuetudine, la predisposizione del vaso sarà molto importante. Sul fondo andrà adagiato un letto di ghiaia o cocci, oppure di palline d’argilla, per garantire un rapido deflusso dell’acqua. Si riempie quindi il contenitore con del terriccio fresco e morbido, ben drenato, possibilmente arricchito con delle sostanze da fertilizzanti organici, come il compost.

La coltivazione può avvenire per semina o per trapianto delle piantine, queste ultime spesso diffuse nei negozi dedicati alla cura dell’orto. La semina, a sua volta, può essere effettuata direttamente in dimora oppure in semenzaio: in quest’ultimo caso, si ricorre a un contenitore di basse dimensioni riempito di sabbia e torba, in cui inserire i semi a pochi millimetri di profondità, da trasferire in vaso o in orto raggiunti gli 8-10 centimetri. Qualora si preferisse la semina diretta, si procederà a spaglio, eliminando poi gli esemplari più deboli durante la crescita. Utile sarà rinunciare a mezzi di annaffiatura troppo violenti, per evitare di spostare o rimuovere i semi dalla loro sede nelle prime settimane, quelle più delicate per lo sviluppo. La raccolta avviene quando la maggiorana ha raggiunto circa 30-50 centimetri in altezza, rimuovendo foglie e rametti progressivamente a seconda del bisogno.

Tra le pratiche di manutenzione ciclica, l’eliminazione delle erbacce e il controllo dell’aridità del terreno. Data la sua buona resistenza, nonché il profumo tipico, gli attacchi da parte dei parassiti non sono frequenti, ma è comunque necessario effettuare delle verifiche regolari per scongiurare questa possibilità.

5 settembre 2015
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