Made in Italy alimentare: all’estero falsi 2 prodotti su 3

I falsi made in Italy alimentari all’estero muovono un giro d’affari di circa 50 miliardi di euro. Lo sostiene la Coldiretti, precisando che due prodotti gastronomici italiani su tre, tra quelli in commercio oltre confine, risultano falsi e vengono immessi sul mercato con denominazioni, loghi e ricette che richiamano in qualche modo l’Italia, nonostante non abbiano nulla a che fare con il nostro Paese.

Una situazione che l’associazione definisce:

Un inganno favorito dalla mancanza di trasparenza in etichetta per la quale anche nell’Unione Europea non si prevede l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima utilizzata negli alimenti.

Una regola che il Parlamento italiano ha introdotto qualche tempo fa, dando seguito a una proposta legislativa giunta proprio dalla Coldiretti, che però è rimasta sostanzialmente inapplicata. Anche il presidente del Consiglio Mario Monti, intervenendo all’inaugurazione dello stabilimento Barilla di Rubbiano (Parma), ha espresso la sua preoccupazione per la tutela del made in Italy, sottolineando che spesso i prodotti “Italian sounding”, cioè quelli che ricordano in qualche modo la tradizione e la gastronomia italiane, non sono realmente “Italian tasting”.

Eppure, osserva Monti, il settore nazionale dell’agro-alimentare continua a essere solido, nonostante la concorrenza sleale di molti prodotti stranieri e lo svantaggio geografico nella distribuzione rispetto ad altri Paesi come Francia e Germania.

Ricorda il premier italiano:

Dal 2000 al 2010 l’export italiano di prodotti agroalimentari nella fascia qualitativa alta ha aumentato la propria quota di mercato mondiale dal 4,7 a 5,2%. Risultati estremamente significativi, confortati dai dati relativi ai primi 7 mesi di quest’anno, in base ai quali l’export italiano cresce in Cina, in Giappone e negli Stati uniti, ma anche in Francia e Gran Bretagna.

In effetti, anche la stessa Coldiretti conferma che negli ultimi 5 anni le esportazioni di vino e cibo prodotti in Italia sono aumentate dl 18%, sorpassando quelle, in calo, di automobili e rimorchi. A crescere, spiega l’associazione, sono state soprattutto le esportazioni dei prodotti simbolo del made in Italy alimentare, dalla pasta (+7% nella prima metà del 2012) alle conserve alimentari (+8%).

Stima l’associazione dei Coltivatori diretti:

Se l’andamento positivo sarà confermato nei prossimi mesi, il valore dell’export agroalimentare è destinato a far segnare a fine anno il nuovo record, con un valore delle spedizioni superiore ai 30 miliardi di euro fatti registrare lo scorso anno. Un risultato importante poiché l’agroalimentare svolge un “effetto traino” per l’intero made in Italy all’estero.

8 ottobre 2012
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