Un macello abusivo di ovini nascosto in un bosco del varesotto, nei pressi di MalpensaFiere. È questo lo scenario a cui ha dovuto assistere la Polizia locale lo scorso martedì: un grande gruppo di pecore e montoni agonizzanti al suolo, nascosti da una fitta coltre di vegetazione. Un blitz che ha portato alla denuncia di 4 persone per maltrattamenti sugli animali, un caso che ricorda lontanamente quello delle pecore rinchiuse qualche mese fa in un palazzo di Milano.

Lo scorso 15 ottobre i Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia locale hanno fatto irruzione in un bosco nelle vicinanze di Busto Arsizio, dove da tempo si sospettava fosse presente un macello abusivo. Superata la vegetazione di barriera, le forze dell’ordine si sono trovate di fronte a uno scenario horror, così come riporta il quotidiano online locale VareseNews: decine di pecore e montoni a terra senza vita, altre agonizzanti e una ventina chiuse in un recinto in attesa di essere macellate. L’ASL, sopraggiunta sul luogo, a fine giornata ha contato oltre 30 esemplari uccisi. Sul luogo anche una sessantine di persone, in attesa di ricevere la carne da quattro uomini impiegati nel macello improvvisato.

Così come riporta la testata sopracitata, la macelleria abusiva sarebbe stata organizzata per rispondere all’elevata richiesta di carne ovina da parte della comunità islamica locale, in occasione della tradizionale “Festa del Sacrificio”. La pratica prevede che gli ovini vengano uccisi per dissanguamento, una procedura non vietata dalle leggi italiane, ma da mettere in atto in apposite strutture per garantire le normali misure igieniche.

I quattro addetti sul posto sono stati denunciati per maltrattamento degli animali, anche se gli inquirenti proseguiranno con le indagini per capire se si sia trattato di un caso sporadico oppure di una vera e propria organizzazione dedita al macello abusivo, lontana da norme e regolamenti imposti dalla legge. Un sospetto più che lecito anche in relazione all’elevato numero di capi, più di 200, che si sarebbero dovuti uccidere nel corso della giornata qualora le autorità non fossero intervenute.

17 ottobre 2013
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