Una sigaretta caduta, un portacenere inavvertitamente rovesciato, un piccolo inciampo domestico nei pressi del camino: sporcare gli abiti di cenere, ma anche i tessili di casa, non è un’evenienza rara. Ma come arginare la macchia, garantendo un successivo lavaggio senza aloni?

Non capita di rado che le macchie di cenere, nonostante il normale lavaggio, lascino dei fastidiosi aloni gialli o grigi, segno di una mancata rimozione totale dei detriti dalle fibre. Fortunatamente, l’universo dei rimedi naturali e dei metodi della nonna corre in soccorso anche ai più distratti, garantendo vestiti e tessuti sempre splendidi. Naturalmente, prima di cominciare, bisognerà sempre verificare sia la resistenza del tessuto che del colore ai trattamenti proposti: in caso di dubbi, meglio desistere e affidare il tutto alla propria tintoria di fiducia.

Cenere sui vestiti

L’incidente più frequente con la cenere è quello con i vestiti, soprattutto quelli di colore chiaro. Basta non accorgersi della cenere ormai accumulata su una sigaretta, per ritrovarsi una camicia bianca oppure un pantalone estivo macchiati.

Innanzitutto, è bene sapere come lo sfregamento, sia esso con le mani o con un panno morbido, non è indicato per questo tipo di macchie: anziché portare alla rimozione, infatti, non farà altro che allargare l’alone. Questo anche in caso si utilizzino panni o stracci inumiditi. La prima operazione da compiere è quindi quella di sbattere leggermente il tessuto, con un movimento secco ma non eccessivo, senza entrare in contatto diretto con le mani. Rimossa la parte più consistente dei detriti, vi sono due possibilità, che dipendono dalla possibilità o meno di un immediato lavaggio.

Qualora si fosse fuori casa, si lascia che la cenere asciughi e quindi si può tentare di sciacquare la macchia, orientando un flusso di acqua fredda dall’interno verso l’esterno del tessuto, ovvero in direzione opposta a quella dell’alone. Questo metodo non consentirà di rimuovere completamente lo sporco, ma ne potrebbe ridurre l’intensità liberando parzialmente le fibre. Qualora si fosse in casa, invece, è possibile tamponare la macchia in una sorta di prelavaggio. Il metodo più semplice è quello di realizzare un composto cremoso tra sapone di Marsiglia e acqua fredda, da applicare sull’alone senza sfregare e lasciare in posizione per una decina di minuti prima di procedere con il normale lavaggio. Dall’universo dei rimedi della nonna, invece, giunge un ritrovato assai insolito: quello della cipolla. Sembra che tagliare una cipolla a metà, per poi poggiarla una ventina di minuti sulla macchia, possa prevenire la formazione dell’alone giallo, soprattutto sui tessuti bianchi. Dopodiché, si può procedere con il normale lavaggio. Va comunque specificato come il rimedio non possa fare di certo miracoli e, inoltre, come la resistenza sia del tessuto che del colore debba essere vagliata prima dell’applicazione.

Cenere su tappeti e altri tessili

Può capitare che le macchie di cenere finiscano sui tappeti o sui tessili della casa, ad esempio quando si pulisce il camino o, inavvertitamente, si rovescia il posacenere.

Anche in questo caso sfregare il tessuto non farà altro che allargare l’alone, quindi si consiglia di armarsi di aspirapolvere e, senza poggiare il bocchettone direttamente sul tessuto, aspirare quanta più cenere possibile. Prima di far questo, tuttavia, è necessario verificare che il proprio apparecchio sia compatibile con la cenere stessa, per evitare danni non graditi.

Rimossa la parte più consistente dei detriti, si può procedere tamponando senza sfregare con una soluzione di acqua fredda e sapone di Marsiglia, sfruttando un panno in microfibra leggermente inumidito. Qualora questa azione non fosse sufficiente, si può ricorrere al bicarbonato che, attirando a sé l’umidità, potrà liberare parte della cenere dalle fibre. Negli ultimi casi descritti, naturalmente, serve necessariamente vagliare la resistenza del tessuto e del colore prima di procedere.

12 luglio 2015
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