Mabon: origini della festa e celebrazione

L’equinozio d’autunno è celebrato sin da tempi antichissimi, per i suoi forti significati simbolici: questo fenomeno astronomico, infatti, segnava la fine della mietitura e l’inizio della stagione più fredda, dove godere dei frutti di quanto coltivato. Per le popolazioni del Nord Europa, questo evento è spesso stato correlato alle celebrazioni di Mabon: da dove ha origine la festa, come si celebra e, soprattutto, quali sono i suoi significati?

Prima di cominciare, è bene specificare come – nonostante presentino degli elementi in comune – le varie civiltà europee abbiano festeggiato Mabon in modo differente, così come narrato da tradizioni non sempre sovrapponibili. Le informazioni di seguito riportate, di conseguenza, cercano di fare unicamente un riassunto degli elementi più determinanti, quelli in comune fra le varie culture.

Mabon: origine della festa

Mabon

Nella tradizione della religione celtica, così come nei riti pagani del Nord Europa, viene celebrata la figura di Mabon, dio della giovinezza, della vegetazione e dei raccolti. Il termine, che significa “giovane uomo” o “figlio divino”, racchiude tutta la storia della divinità: rapito a pochi giorni di vita dalla madre, Modron, visse prigioniero nel suo grembo, per poi essere salvato da Re Artù o, secondo altre tradizioni, da un animale mitico. Questa esperienza ha determinato una condizione particolare nella divinità: la possibilità di rimanere giovane per sempre, diventando simbolo di luce, abbondanza e fecondità.

=> Scopri le date dell’equinozio d’autunno 2018


Mabon, oltre a essere uno degli otto sabbat per le celebrazioni del neopaganesimo durante l’equinozio autunnale, è diventato nei secoli sinonimo dei frutti della terra, delle pietanze raccolte in abbondanza dopo il periodo di coltivazione estivo. Non a caso, è spesso rappresentato con una cornucopia, ovvero un cesto senza fondo dal quale sgorgano senza sosta frutta, ortaggi e altri beni. La sua associazione all’equinozio d’autunno è quindi facile da comprendere: dopo il duro lavoro primaverile ed estivo, è tempo di goderne i frutti, di accumulare provviste in abbondanza in vista dei mesi più freddi e duri dell’anno. Proprio perché a cavallo tra la stagione estiva e quella invernale, Mabon rappresenta sia il successo della luce ma anche le tenebre, quelle in arrivano e che potrebbero avvolgere chi non ha pensato per tempo alla sussistenza invernale.

Mabon: le celebrazioni

Frutta dell'autunno

Le celebrazioni di Mabon hanno origini lontane e, sebbene caratterizzino più la cultura celtica e pagana, trovano corrispondenza in altre culture. Così come Mabon è la divinità che porta la luce contro le tenebre, nell’antica Grecia lo stesso passaggio è rappresentato da Demetra e dalla discesa di Persefone negli Inferi.

=> Scopri la verdura dell’autunno


Festeggiata durante l’equinozio, o nei giorni immediatamente precedenti o successivi, la divinità viene omaggiata sia all’interno della casa che in pubblico, con un’abbondanza di cibo e piccoli rituali. Nella cultura pagana e celtica, ad esempio, pastori e agricoltori si addentravano nei boschi per raccogliere bacche, foglie e rami con cui decorare le abitazioni, nonché per predisporre un piccolo altare domestico da dedicare allo stesso Mabon. I colori che caratterizzavano questo altare erano quelli tipici dell’autunno, come l’arancione delle foglie, il rosso dei frutti e il marrone della legna, quindi non mancavano mai candele o piccoli fuochi per simboleggiare la luce.

La festa si svolgeva perlopiù con grandi pranzi e cene, dei momenti di convivio non solo da vivere all’interno della famiglia, bensì con tutti gli abitanti del villaggio. Si consumava frutta di stagione, prodotti tipicamente autunnali come i funghi, ma anche e soprattutto quanto raccolto dopo le fatiche estive e primaverili, come cereali, grano e molto altro. Sulle tavole non mancavano quindi grandi ceste ricche di frutta, in particolare uva e mele, per ricordare la cornucopia della divinità.

22 settembre 2018
Immagini:
Lascia un commento