Sono passati due anni dalla terribile catastrofe che ha colpito Fukushima, con conseguenze terribili per l’uomo e per l’ambiente. Ma tra le vittime più colpite troviamo moltissimi animali di affezione, randagi e di allevamento, rimasti soli nelle cittadine sfollate dopo il terremoto. A causa degli alti livelli di radiazioni, le zone accanto a Fukushima sono ancora oggi completamente deserte e solitarie.

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A prendersi cura degli animali c’è solo Naoto Matsumura, unico a sfidare la sorte e le radiazioni. Figlio di coltivatori di riso era scappato lontano dal pericolo, ma l’idea dei suoi animali rimasti soli e senza cibo lo tormentava. Una vita passata insieme aveva inciso sul suo animo. E l’uomo era ritornato a casa, a Tomioka, violando il divieto di accesso nelle zone contaminate.

Lo chiamano l’uomo radioattivo, perchè il livello di contaminazione è 17 volte maggiore rispetto ai valori di sicurezza. Ma dopo un primo momento di terrore, e svariati controlli, Naoto Matsumura ha constatato di potere sopravvivere senza grandi problematiche anche a poche miglia da Fukushima. La malattia potrebbe svilupparsi anche tra 40 anni e, come sostiene lui, per quel tempo potrebbe essere già morto per la vecchiaia. Grazie a lui i suoi animali di casa, le 50 mucche e i due struzzi ricevono quotidianamente nutrimento.

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L’uomo non si limita a questo ma gira ogni giorno per la cittadina, che un tempo contava 16.000 abitanti, e fornisce cibo a tutti gli animali di Tomioka. Tantissimi gli esemplari deceduti per fame e solitudine, molti quelli scappati nelle foreste e ora selvatici, e tanti quelli trovati legati da tempo alla catena. Toccante la storia di un cane rinchiuso in un granaio per un anno e mezzo, quando Naoto Matsumura l’ha salvato l’animale era quasi privo di pelo e denutrito. Era riuscito a sopravvivere nutrendosi delle carcasse degli altri animali reclusi con lui.

L’uomo riesce a sopravvivere grazie alle scorte di cibo e acqua non contaminata che gli vengono recapitate, ma per il resto è solo e isolato dal mondo. Solo un piccolo gruppo di volontari temerari saltuariamente gli presta soccorso. Ma è grazie al suo gesto e sacrificio se oggi molti animali di Tomioka sono ancora in vita.

14 marzo 2013
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