Gli Americani, si sa, amano mangiare bistecche e hamburger. Per questo sorprende un po’ che la città di Aspen, località sciistica del Colorado, abbia istituito da qualche tempo il “Lunedì senza carne“. L’iniziativa, lanciata qualche anno fa dall’ospedale e dalle scuole cittadine e ora abbracciata da 20 ristoranti esclusivi, prevede appunto che un giorno a settimana non vengano serviti piatti a base di carne.

Lo scopo è quello di tutelare la salute di cittadini e turisti, messa a dura prova dal consumo eccessivo di grassi animali. L’idea è nata non a caso nel reparto di cardiologia riabilitativa dell’ospedale di Aspen, dove quasi un terzo dei ricoverati è costituito da vacanzieri che hanno avuto un infarto sulle piste da sci.

Il “Lunedì senza carne” viene osservato da anni anche nelle scuole elementari e medie della città, dove pure i menu degli altri giorni della settimana vengono concepiti con un’attenzione particolare alla salute dei bambini. La novità più significativa, comunque, è l’adesione al progetto da parte di una ventina tra i più esclusivi ristoranti locali, che hanno abbracciato da poco la filosofia del vegetarianesimo “a tempo”.

La campagna per la “pausa settimanale” dalla carne, in realtà, è un’iniziativa promossa in tutti gli Stati Uniti dall’università Johns Hopkins di Baltimora, ma finora solo ad Aspen ha riscosso tanto successo. La causa? La maggior parte dei ristoratori americani ritiene ancora che proibire il consumo di carne ai propri clienti, anche se un solo giorno a settimana, sia un atto poco democratico. O, più probabilmente, dannoso per i loro affari.

1 luglio 2011
I vostri commenti
Maria, sabato 2 luglio 2011 alle0:12 ha scritto: rispondi »

Fantastico! Era ora che anche gli americani si rendessero conto dei danni causati dalla carne. Per non parlare di quanto sarebbe utile a livello mondiale la riduzione degli allevamenti poichè circa il 75% del terreno agricolo presente nei paesi industrializzati viene utilizzato a tale scopo; circa l'80% del grano prodotto e destinato a sfamarli...tutto il bestiame di allevamento nel mondo consuma una quantità pari a quella di quasi nove miliardi di persone (ovvero più di tutta la popolazione mondiale) mentre un solo capo di bestiame ne consuma una quantità pari a quella di 12 persone...in altre parole, ridurre gli allevamenti industriali potrebbe essere il primo passo per annullare la fame nel mondo...

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