Si trova nelle acque dell’Oceano Indiano ma, a differenza dei suoi simili, indossa una solidissima corazza di solfuro di ferro, forse per mantenere ben lontani i predatori. È la cosiddetta lumaca dai piedi squamosi, ovvero la Crysomallon squamiferum, nota per il suo singolarissimo adattamento all’ambiente.

Il gasteropode vive in un ambiente tanto singolare quanto la sua corazza. Si trova infatti nelle acque idrotermali dell’Oceano Indiano, in anse sommerse dove l’acqua del mare viene rapidamente scaldata da magma. A differenza delle altre lumache marine, però, il guscio di questa specie è del tutto particolare. Completamente rigido nella parte superiore, e rivestito di lamine in quella inferiore tanto da sembrare una lunga serie di piedi, il materiale organico calcificato è ricoperto da strati di solfuro di ferro. Una strategia d’adattamento che rende la protezione di questi animali particolarmente resistente, soprattutto dagli attacchi esterni. Il corpo corazzato e il materiale organico sottostante assorbono i colpi ben assestati, ad esempio delle chele di un affamato granchio. I piedi sulfurei, invece, possono deflettere il percorso delle appendici velenose di altre specie.

Ma da dove deriva questa armatura in ferro? Così come spiega Shana Goffredi del Occidental College dalle pagine della versione statunitense di Wired, vi potrebbero essere diverse spiegazioni. La prima potrebbe riguardare dei batteri che favoriscono questa unica struttura. I solfuri rilasciati dalle anse sono tossici, ma grazie all’azione dei batteri vengono mineralizzati in forma solida, quest’ultima innocua. La seconda ipotesi, invece, prevede che siano i gasteropodi stessi a produrre tali composti ferrosi. Non è però tutto, poiché pare che la lumaca stessa sopravviva grazie ai batteri che incorpora nella sua struttura, per un processo di chemiosintesi. In linea generale, tali microorganismi trasformerebbero le sostanze disciolte in acqua in una sorta di zucchero, che la lumaca sfrutta per rimanere in vita, pur essendo dotata di un apparato gastrico primitivo.

13 febbraio 2015
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