Continua il caos politico intorno al nucleare italiano. Il governo ha, infatti, chiarito che lo stop alla costruzione di nuove centrali durerà soltanto finché non verrà varata un’intesa europea sulla politica energetica. Insomma, no all’atomo finché non ci sarà il nulla osta da parte dell’Ue, impegnata nei prossimi mesi nei famosi stress test.

Peccato che, se il ministro Paolo Romani ha rilasciato queste dichiarazioni, non sono mancate anche le smentite in sede europea. In particolare, il commissario Ue per l’Energia, Gunther Oettinger, ha tenuto a precisare come in nessun modo le attività dell’UE dovrebbero influenzare le singole scelte energetiche dei paesi membri:

Il mix energetico è una competenza nazionale: sta interamente agli stati membri decidere se avere il nucleare o meno.

In più, gli stessi stress test di cui tanto si parla sembrano più intesi a verificare il grado di sicurezza delle centrali esistenti, che non a indicare strategie comuni nella costruzione di nuove:

Noi stiamo attualmente sviluppando gli stress test per gli impianti nucleari esistenti nell’Unione europea. Saranno finalizzati in maggio e dovrebbero cominciare a partire da giugno.

Insomma, una vera e propria presa di distanza da quanto detto nelle ultime ore dai membri del nostro governo.

26 aprile 2011
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I vostri commenti
Enzo R., mercoledì 27 aprile 2011 alle10:30 ha scritto: rispondi »

In effetti, la situazione è quella esposta da Oettinger. Resta il fatto che tale dichiarazione non è confortante per un continente, come quello europeo, relativamente piccolo e con un alto numero di Stati: le probabilità che questa o quella nazione si ritrovi con Centrali nucleari ai confini è tutt'altro che remota, anzi in parte già certezza oggi. Penso che l'Europa non possa affidarsi a dei "fate vobis" su questo argomento.

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