Arriva da Bologna e promette una piccola rivoluzione nel campo dell’energia fotovoltaica. Una nuova tecnica di produzione per i pannelli solari, che la stessa Unione Europea ha deciso di finanziare con oltre un milione di euro (1,2 mln). Il progetto, denominato “PhotoSi“, si basa sugli studi di Paola Ceroni, docente presso l’ateneo bolognese.

I finanziamenti verranno distribuiti in cinque anni e rappresentano la scommessa europea su un’intuizione tutta italiana: applicare la nanotecnologia e nuovi materiali HiTech per costruire i pannelli fotovoltaici di prossima generazione. Alla base di tutto saranno quindi nanocristalli di silicio e dendrimeri.

Un traguardo da raggiungere innanzitutto attraverso la produzione bottom-up dei nanocristalli, dall’assemblamento quindi delle strutture molecolari. Questa tecnica, più semplice e economica rispetto alla top-down (che prevede la riduzione di dimensione di materiali più grandi), dovrebbe permettere di ottenere nanocristalli in grado di assorbire tutta la luce solare.

Si parla di riduzione dei costi, dei materiali nocivi e aumento del quantitativo di energia elettrica ricavato, si ipotizza nell’ordine del 15%. Come spiegato in una nota rilasciata dall’ateneo:

L’obiettivo è arrivare a pannelli piu’ efficienti, privi di metalli potenzialmente tossici e meno costosi di quelli attuali. I pannelli che oggi vediamo sui tetti sono gia’ fatti di silicio, ma a fogli relativamente grandi, dello spessore di un quinto di millimetro. I nanocristalli di silicio, al contrario, sono minuscole particelle strutturate dello stesso materiale, delle dimensioni di pochi milionesimi di millimetro (nanometri). Il loro vantaggio principale è che conducono l’elettricita’ molto meglio del silicio in fogli. Ma dovrebbero anche far risparmiare molto materiale e soldi.

15 luglio 2011
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