Ludovico Einaudi nel Mar Glaciale Artico a difesa dei ghiacciai. L’insolita esibizione è stata resa possibile grazie a una spedizione organizzata da Greenpeace, che ha portato il celebre pianista a eseguire al pianoforte (su una piattaforma galleggiante alla deriva) il suo inedito “Elegy for the Arctic”.

L’esibizione di Ludovico Einaudi a difesa dell’Artico si è svolta di fronte al ghiacciaio Wahlenbergbreen, Isola Svalbar in Norvegia. Il pianista italiano ha raggiunto il luogo di destinazione a bordo della Arctic Sunrise, l’imbarcazione di Greenpeace, sottoscrivendo inoltre l’appello per la difesa della regione artica rivolto alla comunità internazionale.

Artico quale immenso patrimonio naturale, che necessita di un accordo internazionale che lo protegga dallo sfruttamento e dai cambiamenti climatici. Come ha commentato Ludovico Einaudi:

Arrivare qui è un’esperienza incredibile. L’artico non è un deserto, ma un luogo pieno di vita. Ho potuto vedere con i miei occhi la purezza e la fragilità di quest’area meravigliosa. Suonare una mia composizione ispirata alla bellezza dell’Artico e alle minacce che subisce a causa del riscaldamento globale. Dobbiamo comprendere l’importanza dell’Artico per proteggerlo prima che sia troppo tardi.

Missione quella di Einaudi e Greenpeace portata a termine proprio alla vigilia di un incontro dell’OSPAR, Commissione internazionale deputata alla conservazione dell’Atlantico nordorientale, chiamata in questi giorni a decidere in merito all’istituzione di un’area protetta di oltre 226 mila chilometri quadrati nelle acque internazionali del Mar Glaciale Artico. Un’area che risulterebbe estesa quanto la Gran Bretagna.

A supporto di tale decisione il parere del comitato scientifico dell’OSPAR, preoccupato per il rischio di perdere l’immenso valore ecologico della regione. Una preoccupazione condivisa da Greenpeace, che è tornata a chiedere l’istituzione di un Santuario Artico entro il quale vietare qualsiasi attività “industriale ed estrattiva”.

21 giugno 2016
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