L’Unione Europea ha reso obbligatorio che tutti i veicoli di nuova immatricolazione o di nuova fabbricazione debbano essere dotati di apposite luci diurne, che si accendono automaticamente all’avvio del motore e garantiscono una migliore visibilità del mezzo da parte degli altri conducenti, riducendo in tal modo il numero di incidenti.

La misura, che segue la direttiva emanata due anni or sono proprio riguardo a tale tematica, uniforma tutti i paesi facente parte dell’Unione a quanto già avviene nei paesi scandinavi, aprendo così l’utilizzo delle luci non solo, come prescrive la legge, sui tratti di strada extraurbani, ma anche in città, ambito dove finora le automobili non erano obbligate a tenere accesi gli anabbaglianti.

L’avvento di questo tipo di luci installate su tutte le nuove automobili avrà comunque un impatto non certo indifferente dal punto di vista del consumo energetico. È vero, infatti, che le luci supplementari diurne consumano in media il 25-30% in meno di energia rispetto ai tradizionali anabbaglianti, ma il fatto che queste stiano accese per tutto il tempo in cui la vettura è in moto rischia di avere un impatto non indifferente sul dispendio di energia e relative emissioni ad esso legate.

Se si considera infatti come la maggior parte degli spostamenti su auto avvenga esclusivamente in città, dove si rimane anche per ore fermi in mezzo al traffico con motore acceso, si ha una certa idea di quanto l’utilizzo continuo di queste luci sia dannoso oltre che perfettamente inutile (almeno in certi frangenti) ai fini della sicurezza.

A ciò si aggiunge poi la questione relativa alle differenti condizioni di luce in cui l’uso dei fari accesi può risultare decisivo per la sicurezza o meno. Se nei paesi scandinavi e in buona parte dell’Europa centro-settentrionale la visibilità risulta spesso difficoltosa per condizioni climatiche e di irraggiamento solare, è altrettanto vero che nella parte meridionale del continente, specie nelle assolate regioni mediterranee, l’impiego delle luci diurne in ogni occasione in cui ci si mette alla guida è spesso totalmente inutile e comporta esclusivamente un consumo di energia non giustificato.

Insomma, al di là di ogni opinione personale, si può forse dubitare che la decisione presa dall’Unione Europea in questa occasione sembra alquanto generalizzante e “colpevole” di eccessivo zelo, al punto da arrivare ad applicare un’imposizione senza tener conto delle diverse condizioni di luce e relative situazioni di visibilità che si registrano nella varie aree del territorio europeo. Siamo certi che, almeno stavolta, seguire l’esempio scandinavo sia una decisione giusta per tutti?

8 febbraio 2011
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I vostri commenti
Rocco, mercoledì 29 marzo 2017 alle9:17 ha scritto: rispondi »

Noi utenti della strada (pedoni e ciclisti compresi) dovremmo organizzare una class action contro le case costruttrici di autoveicoli per far modificare il meccanismo d'azione delle luci diurne e di quelle di posizione. Con la tecnologia avanzata di cui disponiamo al giorno d'oggi è sicuramente realizzabile un dispositivo che accende e spegne sia le luci diurne che quelle di posizione in base alle condizioni meteo, di luminosità ambientale e di traffico. La sicurezza delle persone deve essere al primo posto nelle scelte commerciali effettuate dai costruttori di autoveicoli.

luigi, martedì 31 gennaio 2017 alle23:18 ha scritto: rispondi »

ho scoperto proprio oggi questo argomento in viaggio da la spezia a milano tempo pessimo acqua e nebbia visibilità molto ridotta trovarsi davanti un auto con i fari spenti posteriori è veramente pericoloso ma c'è un ma ,d'avanti le luci sono accese è li che mi è venuto il dubbio caspita molo pericoloso forse non lo sanno i (conducenti) dando x scontato che le luci sono accese e vi posso garantire che erano veramente molti mi chiedo x quale motivo una soluzione cosi pericolosa sono auto di ultima generazione pessima idea !!!

Rocco, venerdì 4 novembre 2016 alle12:18 ha scritto: rispondi »

Per la loro indiscutibile utilità le luci diurne dovrebbero essere montate su tutti gli autoveicoli ed essere sempre accese, ma dovrebbero essere necessariamente corredate di una centralina di controllo provvista sia di radar (per consentire la riduzione della luminosità delle luci diurne proporzionalmente alla distanza di veicoli o di pedoni antistanti all'autoveicolo) sia di sensore crepuscolare (per consentire l'adeguamento della luminosità delle luci diurne in base alle condizioni di luce ambientale e per l'accensione delle luci di posizione e dei fari anabbaglianti in galleria e di notte). Attualmente, in attesa della realizzazione del suddetto miglioramento, si dovrebbe lasciare ai conducenti la possibilità di azionarle manualmente come avviene con i fari abbaglianti.

Rocco, domenica 30 ottobre 2016 alle19:55 ha scritto: rispondi »

Allo stato attuale ritengo pericolose le luci diurne per almeno 2 motivi: 1) in certe situazioni abbagliano chi proviene in senso opposto; 2) alcuni autisti (o disattenti, o distratti, o smemorati) non accendono gli anabbaglianti quando è necessario; inoltre queste luci fanno consumare carburante inutilmente quando si è fermi col motore in moto (per es. ai semafori o negli ingorghi). Io possiedo un'auto sprovvista di luci diurne: attualmente preferisco non farle installare e mantenere l'abitudine di tenere accese sempre le luci di posizione quando il motore è in moto, e gli anabbaglianti quando l'auto è in movimento. Ovviamente sia le luci di posizione che i fari devono essere assolutamente a LED. Quando l'impianto delle luci diurne verrà perfezionato, allora le farò installare.

paolo30, martedì 27 settembre 2016 alle18:30 ha scritto: rispondi »

Non mi piacciono le persone che non si fidano della mia capacità di valutare se le luci siano utili o meno.

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