I prezzi più alti d’Europa, un primato di cui avremmo probabilmente fatto a meno. Le bollette di luce e gas nel Bel Paese raggiungono il record nella Comunità Europea. E la colpa sarebbe delle mancate liberalizzazioni e dell’arretratezza strutturale.

Sia come sia, il peso di questi “prezzi” sembra scaricarsi soprattutto sopra le aziende. Per quanto riguarda le bollette familiari, la forbice con il resto d’Europa si sta riducendo e i prezzi alti colpiscono soprattutto i nuclei più “spendaccioni”. Per chi consuma di meno, anzi, la bolletta è al di sotto della media europea di un consistente 12%.

Il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha ribadito, per far fronte a tale situazione, l’importanza delle liberalizzazioni del mercato:

Tenendo conto della natura globale [del mercato] sarebbe autolesionista e miope un rallentamento del percorso di liberalizzazione, o ancora peggio, un ripiegamento su anacronistici o poco efficaci protezionismi nazionali.

Il Presidente dell’Autorità per l’Energia, Guido Bortoni, dopo aver comunicato i dati al Parlamento ha invece preferito sottolineare la questione “arretratezza strutturale”:

Senza infrastrutture l’Italia sarà condannata a diventare una ‘provincia’ del gas e non un Paese-snodo che assume un ruolo cruciale nel nuovo contesto sovranazionale

Andrebbe comunque ricordato, per quanto non sia proprio il nostro ruolo, che come ha dimostrato il referendum per l’acqua pubblica non sempre e non in ogni caso “liberalizzare” vuol dire abbassare i prezzi delle bollette. Soprattutto quando tale liberalizzazione prelude a forti investimenti per il rinnovo delle infrastrutture.

Infine, occhi puntati sulla Libia. Anche se non direttamente, il conflitto in corso potrebbe portare a un rialzo di prezzo degli idrocarburi, condannando l’Italia a bollette ancora più salate.

6 luglio 2011
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