La luce ci aiuta a dormire meglio. Può sembrare un paradosso ma, a confermare questa teoria è uno studio pubblicato da Forbes: niente sonniferi o calmanti naturali, per dormire meglio – e stare meglio- serve semplicemente godere di più della luce del sole.

Lo studio è stato condotto su un campione di 49 impiegati, di cui 27 lavorano abitualmente in uffici senza finestre, mentre i restanti 22 hanno invece la possibilità di ricevere luce naturale durante le ore di lavoro. I dati finali dimostrano che coloro che lavorano in uffici con finestre hanno assorbito il 173% di luce in più e dormito, in media, 47 minuti in più a notte, rispetto ai coetanei che lavorano in ambienti privi di finestre.

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Ma non è solo questione di quantità: la ricerca dimostra infatti come coloro che ricevono più luce siano più attivi fisicamente e, tendenzialmente, più felici. Si legge su Forbes:

Un’ulteriore analisi della qualità complessiva della vita dei soggetti suggerisce che sono generalmente più felici. I lavoratori che non hanno a disposizione finestre hanno segnalato, oltre alla scarsa qualità del sonno, anche più disturbi più fisici e una minore vitalità.

Ma com’è possibile che sia proprio la luce a regolare il sonno? È molto semplice: dentro ognuno di noi c’è un ritmo circardiano regolare, ma soggetto a “slittamenti”. Il ritmo circardiano, in cronobiologia, è un periodo di circa 24 ore che regola determinate funzioni, come il ciclo ritmo di secrezione del cortisolo e di varie altre sostanze biologiche, o il ritmo di variazione della temperatura corporea o, ancora, il ciclo sonno-veglia. Una sorta di orologio interno, che si mantiene costante grazie a stimoli naturali come la luce o la temperatura, ma anche grazie a stimoli sociali, come ad esempio il pranzo sempre alla stessa ora.

Senza questi stimoli, i ritmi tendono a “dilatarsi”: per il sonno si passa da 24 ore a 36, mentre il ciclo della variazione della temperatura corporea arriva massimo a 25 ore. La luce naturale ha la capacità di azzerare il ritmo circardiano del sonno-veglia e farlo ripartire: per questo la luce delle prime ore del mattino sono le più funzionali. Spostando in avanti il ritmo, infatti, si imposta uno slittamento che potrebbe impedirci di svegliarci e dormire quando è necessario.

Per contrastare questa deriva in avanti, è necessario resettare l’orologio biologico ogni giorno, in modo che rimanga compatibile con il ritmo giornaliero della terra, ossia 24 ore. L’abitudine quotidiana di esporsi alla luce del mattino è importante per arrivare a questo reset giornaliero.

Le abitudini che sarebbero più d’aiuto in questo ciclo sono, ad esempio, la corsa o la passeggiata di prima mattina, anche in bici: molti fra i soggetti analizzati, inoltre, erano abituati a fare una passeggiata al sole anche durante la pausa pranzo.

Che la luce naturale sia importante per il nostro benessere psicofisico non era certo un segreto. Lo studio pubblicato su Forbes attesta non solo il legame fra luce naturale e sonno, ma anche le conseguenze positive che la coscienza di questo legame ci porta, come ad esempio vitalità, attivismo, buonumore e salute fisica: tutto quello che, in una parola, si può definire “benessere”.

21 giugno 2013
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