Lotus E-bike: arriva la bici elettrica ad albero cardanico

Il futuro della bici elettrica sembra essersi incarnato nella Lotus E-bike, due ruote postmoderna nell’aspetto e innovativa nelle scelte tecniche, progettata dall’architetto Giancarlo Zema per LumineXence e presentata a Rimini nel contesto della fiera di Ecomondo. Ma cosa ha di futuristico tale bici? Tanti dettagli, ma probabilmente quello più interessante, più che un’innovazione, è un ritorno al passato per quello che riguarda la trasmissione.

Nel mondo della bici il termine trasmissione è quasi sempre sinonimo di catena. Quasi sempre, perché da un po’ di tempo sta tornando in voga il vecchio cardano, ancora usato in alcune motociclette come le Guzzi o lo BMW. Nel caso delle due ruote a pedale, la scelta della catena è stata da un certo momento dell’evoluzione tecnologica in poi un punto fermo, grazie alla maggiore efficienza energetica del sistema (si tratta di un meccanismo con meno attriti). Ai nostri giorni però è possibile creare dei cardani le cui prestazioni non si discostino di tanto da quelle delle normali catene.

Anzi, non si discostano tanto dalle catene nuove, perché, com’è noto, la manutenzione di questa parte della bicicletta è sempre un po’ problematica, con la necessità di una periodica grassatura. Al contrario, il cardano si presenta all’esterno come un cilindro chiuso, impermeabile a schizzi, costantemente lubrificato, ecc. Insomma, se si compra una bici per uso quotidiano e non sportivo, la trasmissione cardanica offre prestazioni nel tempo prestazioni superiori e minori preoccupazioni all’utente. Per capire di cosa stiamo parlando, graficamente, si dia un’occhiata a questa Beixo muscolare e si noti la presenza di un tubo che collega ruota posteriore e pedali: si tratta dell’albero cardanico, dentro cui un sistema di ingranaggi trasferisce il movimento dei pedali alle ruote.

beixo slim: dettaglio cambio e trasmissione

Perché, allora, non applicare questo tipo di tecnologia alle bici elettriche, che più di altre vorrebbero essere affidabili e facili a livello manutentivo? Se lo è chiesto probabilmente il buon Giancarlo Zema, facendo del sistema a cardano il cuore della propria bici. E non è una novità assoluta. Già l’olandese Beixo propone bici moderne cardaniche (lo abbiamo appena visto), fra cui alcuni modelli elettrici, come la pieghevole Compacted Electra.

Ma se in quel caso ci troviamo con il classico approccio olandese, che unisce innovazioni a linee semplici e tendenzialmente tradizionali, la Lotus E-bike è tutt’altro. Il testo di presentazione ufficiale la descrive così:

La struttura principale in alluminio disegna un’unica linea sinuosa che nasce dalla parte anteriore per poi inglobare i pedali al centro, avvolgere la ruota posteriore, nascondendo alla vista la batteria e il motore elettrico brushless BionX in essa integrati, e infine, giungere al comodo sellino. La tecnologia ad albero cardanico, esente da manutenzione, permette una trasmissione precisa e silenziosa dell’energia ottenuta dalla pedalata. Un grande display LED touchscreen, permette, inoltre, di essere costantemente aggiornati sullo stato di carica, sulla viabilità e sui punti di ricarica Lotus più vicini. Ergonomica per le sue forme morbide e pratica grazie alla dotazione di comodi portaoggetti, coniuga il massimo comfort a un utilizzo estremamente intuitivo. La Lotus E-bike può essere ricaricata nelle apposite stazioni di ricarica Lotus, dotate di pensilina fotovoltaica da 8.7Mq (500x220cm) in grado di generare 1,2kWp. Le sei “gemme” porta biciclette sono la perfetta soluzione di design per la ricarica e il parcheggio delle specifiche E-Bike. Attraverso un apposito dispositivo elettronico è possibile pagare l’approvvigionamento con bancomat o carta di credito.

In pratica, non soltanto la trasmissione è, come detto, ad albero è quindi risulta chiusa ermeticamente, ma tutto il pacchetto energia risulta sigillato alla stessa maniera. Niente rischi pioggia, allora, e una vita del prodotto che dovrebbe allungarsi non di poco.

Anche se non è detto chiaramente nel comunicato di lancio, visto la forma particolare e il fatto di essere legato a delle pensiline pubbliche pensate a hoc, l’uso di questa bici innovativa sembra prestarsi soprattutto a innovative forme di bike sharing. Per una corretta valutazione del prodotto, comunque, dovremmo poter capire il peso con batteria e qualche altro dettaglio tecnico, anche se le soluzioni scelte (si guardino, ad esempio, le ruote) ci sembrano puntare su un prodotto decisamente leggero ed efficiente.

Ed intanto l’albero cardanico riporta una nuova piccola rivincita sulla trasmissione a catena. A volte le migliori innovazioni sono semplicemente dei ritorni.

16 novembre 2012
I vostri commenti
Platone, domenica 18 novembre 2012 alle21:58 ha scritto: rispondi »

Ottima scelta il cardano ma arrivano tardi....la italiana wayel fa e-bike a cardano dal 2008...

Luca Giordano, sabato 17 novembre 2012 alle11:53 ha scritto: rispondi »

Molto interessante passo avanti della green economy!

Guido Grassadonio, sabato 17 novembre 2012 alle0:00 ha scritto: rispondi »

 non sono esattamente un esperto di fisica, ma per una definizione di "albero cardanico": http://web.tiscali.it/profpessina/albcard/albcard.htm#L%E2%80%99albero%20cardanico in parole povere è un albero a doppio giunto cardanico. Ad ogni modo sistemi definiti a cardano, come quelli della Beixo, pare non lo siano in senso stretto, proprio perché hanno degli ingranaggi e non si limitano ad utilizzare il doppio giunto. Diciamo che in molti casi, forme di bici moderne utilizzino il termine "cardanico" per esprimere l'idea di trasmissione ad albero e non a catena. Ad ogni modo, il livello di complessità e specificità del soggetto trasborda abbastanza i limiti propri di questo sito. Spero che ci perdonerete una certa approssimazione...

Mex780, venerdì 16 novembre 2012 alle23:27 ha scritto: rispondi »

L'ALBERO CARDANICO ..??? CONOSCO IL GIUNTO CARDANICO..E SI CARATTERIZZA PER LA MANCANZA DI INGRANAGGI...E LA POSSIBILITA' DI TRASMETTERE IL MOTO SU UN'ALBERO DI TRASMISSIONE NON RETTILINEO.

Guido Grassadonio, venerdì 16 novembre 2012 alle21:32 ha scritto: rispondi »

 Non sarebbe più una bici ed andrebbe incontro alle regole stradali di un ciclomotore... La bici elettrica per definizione è a pedalata assistita (che si esaurisce non appena si superano i 25 km/h) ed ha una quantità di potenza limitata.

Lascia un commento