Oggi è la Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare e per l’occasione sono molte le iniziative che hanno voluto puntare l’attenzione su quanto viene sprecato ogni giorno nelle nostre case e non solo. Una di queste è “Family Bag“, il progetto promosso dal Ministero dell’Ambiente che prevede la distribuzione, a partire da 100 ristoranti della Provincia di Padova, di una serie di confezioni dal design accattivante, disponibili per i clienti, per portare a casa il cibo avanzato.

L’iniziativa parte dal Veneto in collaborazione con Unioncamere Veneto e CONAI (COnsorzio NAzionale Imballaggi), ma si tratta di una fase sperimentale, che potrà poi essere diffusa a scala nazionale. Con lo stile di queste bag si vuole lanciare il messaggio che consumare in un secondo momento il cibo avanzato non è una vergogna, ma un comportamento virtuoso. Si tratta di un’iniziativa importante secondo Barbara Degani, Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, che durante la conferenza di presentazione del progetto a dicembre ha commentato:

Il tema dell’alimentazione e dello spreco è uno dei pilastri imprescindibili di questo percorso. L’introduzione delle Family Bag nei ristoranti è un passaggio culturalmente importante. La Family Bag è l’upgrade semantico del più noto doggy bag, e permette non solo di svecchiare il termine, ma anche di affrancare il concetto dal ghetto del nostro immaginario e dal pudore di richiederlo a fine pasto. Non sprecare deve essere il nuovo stile di vita, e dunque richiedere una FB connoterà un comportamento virtuoso.

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È una rieducazione ambientale che il MATTM insieme al MIUR cerca di portare avanti nelle scuole, grazie alla revisione delle Linee Guida dell’Educazione Ambientale, insegnando quindi agli adulti del futuro, come fare per ridurre gli sprechi e quanto ci costino questi, in termini ambientali ed economici. Con Family Bag l’educazione viene fatta però anche in ogni luogo in cui nascono gli sprechi maggiori.

La quantità di cibo che viene buttato ogni anno in tutto il mondo, secondo i dati della FAO, è pari a 1,3 miliardi di tonnellate, 250.000 miliardi sono i litri d’acqua che in tal modo vengono dispersi inutilmente e 1,4 miliardi gli ettari di terra impiegati per cibo che non viene consumato, con una produzione di 3,3 miliardi di tonnellate di CO2 che vanno in atmosfera e che potrebbero invece essere risparmiate.

5 febbraio 2016
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I vostri commenti
stefano pisu, sabato 6 febbraio 2016 alle17:19 ha scritto: rispondi »

era ora,ma in casa lo facciamo questo bel gesto da sempre.eppur si muove....

Alena, venerdì 5 febbraio 2016 alle17:03 ha scritto: rispondi »

Assolutamente d'accordo - del resto, in tanti altri paesi europei è assolutamente normale portarsi a casa il cibo rimanente. ;-)

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