Coinvolgere grandi aziende nella lotta ai cambiamenti climatici. Questo l’obiettivo di We Mean Business, gruppo di organizzazioni che crede nella necessità di uno sviluppo economico sostenibile per il futuro dell’economia mondiale, che ha portato Ikea Foundation alla donazione di 12,6 milioni di euro per contrastare i mutamenti nel clima.

Parte della donazione effettuata da Ikea Foundation verrà utilizzata da Here Now, promotrice di scelte corrette e soluzioni ambiziose contro i mutamenti del clima, che contribuirà a realizzare campagne di sensibilizzazione mirate alla presa di coscienza per quanto riguara la lotta ai cambiamenti climatici.

La lotta contro i cambiamenti climatici ha bisogno di accelerare i tempi con l’incoraggiamento, rivolto ai governi mondiali, ad andare “oltre gli impegni presi” prima dell’entrata in vigore (nel 2020) dell’Accordo di Parigi. In quest’ottica si inserisce la donazione di Ikea Foundation, che ha destinato nello specifico 9,6 milioni di euro a We Mean Business e i restanti 3 mln a Here Now.

Alcune delle campagne di sensibilizzazione già annunciate riguardano: la riduzione delle emissioni di CO2 e dell’inquinamento dell’aria in India; l’incoraggiamento dei cittadini britannici verso l’utilizzo di energie pulite in casa; creazione di contenuti per il rapido coinvolgimento di milioni di persone nella lotta ai cambiamenti climatici.

Sono necessari maggiori impegni da parte dei governi per limitare l’aumento delle temperature al di sotto dei due gradi. Un ruolo importante potrà essere giocato dalle aziende impegnate nell’economia mondiale, come ha sottolineato Nigel Topping, CEO di We Mean Business:

Le aziende riconoscono che la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio è l’unico modo per garantire una crescita economica sostenibile e la prosperità per tutti.

Per accelerare questa transizione, We Mean Business ha lanciato una campagna per far sì che centinaia di aziende leader e investitori si impegnino in questa sfida attraverso diverse iniziative. La campagna offrirà alle aziende e agli investitori una piattaforma comune per catalizzare l’azione ed essere riconosciuti per la propria leadership sul cambiamento climatico e la promozione di nuove policy e accordi quadro.

Il nostro ruolo è quello di trasmettere la voce della maggioranza silenziosa di imprese e chiedere ai governi di andare avanti con politiche più rispettose del clima. Il supporto che riceviamo da IKEA Foundation è essenziale per i nostri sforzi per creare attenzione per il clima, nel contesto post-COP21.

Riunire persone, organizzazioni e reti a sostegno di un futuro fatto di energia pulita al 100% rappresenta l’obiettivo di Here Now, come ha riferito il direttore esecutivo Jessy Tolkan:

L’accordo di Parigi è stato un grande passo in avanti nella lotta contro il cambiamento climatico, ma ora abbiamo bisogno di agire con urgenza passando dall’utilizzo di combustibili fossili all’utilizzo di energia pulita al 100%.

Questo sarà possibile solo se i cittadini di tutto il mondo saranno coinvolti in questa transizione e aiuteranno a trovare soluzioni il più rapidamente possibile. Con il prezioso supporto di IKEA Foundation, siamo lieti di lanciare un programma ricco di campagne con alcuni straordinari partner. Milioni di persone potranno contribuire a costruire il mondo nel quale i nostri bambini meritano di crescere.

L’impegno Ikea si estende quindi oltre il precedente investimento di 400 milioni, disposto a giugno 2015 a sostegno di famiglie e comunità colpite dai cambiamenti climatici. Secondo quanto ha dichiarato Jonathan Spampinato, Head of Strategic Planning and Communications di IKEA Foundation:

Il cambiamento climatico minaccia i diritti dei bambini, la loro sicurezza e anche il loro futuro. I bambini di oggi, e i loro figli, subiranno le conseguenze negative di un riscaldamento del pianeta, a meno che non agiamo ora.

Trovare soluzioni al cambiamento climatico, e applicarle su larga scala, è la chiave per la creazione di un futuro migliore per i bambini e le famiglie in tutto il mondo, compresi quelli che vivono in alcune delle comunità più povere del mondo.

22 aprile 2016
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