L’orto della Casa Bianca voluto da Michelle Obama cresce e diventa sempre più prospero. Stando alle dichiarazioni rilasciate dallo chef presidenziale Sam Kass al network CBS, circa 1.800 chilogrammi di frutta e verdura sarebbero già stati prodotti dal 2009. Un successo per niente risicato per un’area coltivabile partita con un budget di soltanto 200 dollari.

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La First Lady ha fortemente voluto questo progetto, soprattutto per sensibilizzare i più piccoli a una nutrizione corretta in un paese, gli Stati Uniti, dove l’obesità infantile è davvero una piaga. E non mancano, infatti, incontri a cadenza fissa con classi scolastiche, bimbi disagiati e associazioni affinché siano gli stessi giovani a impegnarsi nella cura dell’orto della White House. Così, armata di 200 dollari e di un piccolo appezzamento, Michelle in 5 anni è riuscita a coltivare per 139 metri quadrati di terreno, facendo crescere le più svariate verdure e la più gustosa frutta. Ortaggi che finiscono direttamente nella cucina della White House, e spesso donati ad associazioni di bisognosi, per deliziare gli ospiti del marito Barack Obama.

Il nostro orto è stato produttivo per tutto l’inverno. Abbiamo colto piselli fino a gennaio, un fatto che non avevo mai sentito prima!

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Così si è espresso lo chef, manifestando estrema soddisfazione per il progetto. Tra le prelibatezze coltivate si contano patate, senape, carote, cipolle, broccoli, bietole, cavolfiori, lattuga, spinaci e cavoli. E sebbene queste coltivazioni non siano ufficialmente certificate come organiche, la Casa Bianca ha deciso di seguire metodi di crescita tradizionali, sfruttando le necessità del terreno, l’andamento delle stagioni e bandendo ogni forma di pesticida chimico. È sempre il cuoco presidenziale a confermarlo:

«Utilizziamo controlli naturali. Abbiamo coccinelle e mantidi religiose: fanno un ottimo lavoro nel mantenere il nostro orto sano!».

Insomma, Michele Obama è la First Lady più amica dell’ambiente e della salute che gli Stati Uniti abbiano mai avuto. Maestra di stile, paladina dell’integrazione delle minoranze e ora ambientalista dal pollice verdissimo. E considerato come 1/3 di tutto il raccolto venga regalato – come già accennato – alle associazioni per i bisognosi dell’area di Washington DC, Michelle si aggiudica anche la prima posizione come donna dal cuore d’oro.

12 marzo 2013
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