All’interno del parco nazionale di Virunga, nella Repubblica Democratica del Congo, è stato creato un orfanotrofio completamente dedicato alla salvaguardia dei gorilla. Lo spazio è stato creato nel 1925 e dal 1979 è patrimonio dell’UNESCO. Il parco è una sorta di oasi per i gorilla di montagna, preda del bracconaggio e vittime della sanguinosa guerra civile in Congo.

La condizione dei gorilla in Congo è da sempre messa in pericolo dalla caccia indiscriminata, guidata dagli affari e dal commercio. A rendere difficoltosa la loro libertà negli anni si è aggiunta la guerra civile, la quale a distanza di decenni ha creato per quattro volte un ambiente pericoloso per animali e uomini. Ora l’obiettivo è quello di strappare alla morte gli orfani e gli esemplari sopravvissuti, per poi inserirli nuovamente in natura in modo graduale e sereno.

All’interno del parco-nursery solo 4 piccoli vivono in una condizione di semi-cattività, utile per ricostruire il loro stato di salute fisica e psicologica. Il rapporto che si è instaurato tra operatori del parco ed i gorilla di montagna si basa sulla fiducia e su un affetto reale. I piccoli più deboli, ad esempio, vedono nelle guardie figure “materne” di riferimento. In difesa di questi animali è stato inserito nel parco un gruppo di cani addestrato a contrastare i bracconieri.

Per la prima volta due specie da sempre a confronto si trovano a lottare contro un nemico comune: il bracconaggio, vera piaga ambientale del Congo che sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza dei gorilla di montagna. L’orfanotrofio all’interno del parco lotta strenuamente per la sopravvivenza di questo animale abituato a vivere in branco, dall’ indole sociale molto sviluppata e quasi completamente erbivoro. La guerra aperta al bracconaggio e all’uccisione dei gorilla da parte dei soldati, che ne utilizzano la carne come cibo, prosegue incessante grazie al prezioso lavoro dei ricercatori e dei volontari del parco.

19 luglio 2012
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