Londra: il calore della metro per riscaldare 500 abitazioni

Oltre 460 chilometri di linea metropolitana, che genera quantità di calore enormi: con inverni rigidi come quelli londinesi, una fonte di energia come questa dev’essere sfruttata.

Era questo l’obiettivo che si era posto il sindaco di Londra, Boris Johnason, quando lo scorso luglio ha redatto il piano per fornire calore a 500 abitazioni del quartiere di Islington. La sperimentazione della Bunhill Heat and Power permetterà un notevole taglio dei costi per famiglia e una riduzione della CO2 pari a 500 tonnellate annue.

In realtà, il piano di sfruttamento del calore di scarto proveniente dalle attività dislocate lungo le linee metropolitane è stato già attuato per 700 abitazioni, con il sostegno di Bruxelles: dall’Unione Europea è arrivato un finanziamento da 1 milione di sterline per il pre test degli impianti.

A questo si andrà a sommare un ulteriore finanziamento da 2,7 milioni di sterline dal Consiglio di Islington, che permetterà di estendere l’esperimento a ulteriori 500 case del quartiere. Attuato in collaborazione con l’UK Power Networks e la Transport for London, Bunhill Heat and Power sfrutterà il calore della Northen Line:

La metropolitana di Londra genera grandi quantità di calore, che saranno catturate da un pozzo di ventilazione adiacente alla Northern Line e incanalate nella rete che riscalda le case del quartiere.

Non solo: Martin Wilcox, responsabile delle reti alla UK Power Networks, ha spiegato che gli “hot spot” possono essere sfruttati in varie parti della città, dalle centrali elettriche alle fabbriche, dagli uffici ai centri commerciali, fino alle reti fognarie. Anche il calore che generano queste attività potrebbe essere convogliato e riutilizzato.

Il progetto della Bunhill Heat and Power fa parte di un piano più ampio, annunciato nel rapporto di luglio: produrre almeno il 25% dell’energia complessiva necessaria alla metropoli grazie a “fonti decentrate” entro il 2025.

22 novembre 2013
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