Partirà oggi, 13 luglio, l’undicesima edizione della Carovana delle Alpi di Legambiente, che fino a ottobre consegnerà le bandiere verdi alle località montane più attente al rispetto dell’ambente e quelle nere ai luoghi in cui il degrado e la cementificazione minacciano la salute degli ecosistemi alpini.

Alla vigilia della partenza, l’associazione ambientalista ha già reso note le “pagelle” delle località montane dell’arco alpino, segnalando 11 situazioni virtuose e altrettante bocciature, causate dai danni arrecati al territorio e al paesaggio dalle amministrazioni locali o da società private.

Spiega Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente:

Le situazioni monitorate mostrano come sia tanto il lavoro da fare per difendere e valorizzare le Alpi, un territorio ricco di storia, di risorse naturali e culturali, dove con scarsa lungimiranza si è cercato di importare il modello di sviluppo della pianura: traffico privato, grandi alberghi, turismo stagionale, grandi impianti invernali. Sul versante italiano vivono oltre 4 milioni di abitanti, distribuiti in una costellazione di piccoli centri, ma su questo patrimonio incombe da anni un forte disagio causato dalla crescente rarefazione dei servizi territoriali, che rischia di provocarne la scomparsa.

La situazione generale, dunque, appare molto delicata, ma Legambiente è ottimista sulle possibilità future. L’avvio di un modello di sviluppo diverso, basato sulla green economy, secondo l’associazione è ancora possibile, e passa dal miglioramento della qualità delle infrastrutture, da investimenti in materia di trasporto pubblico e servizi sociali.

Aggiunge Vanda Bonardo, responsabile Alpi di Legambiente:

Per costruire comunità stabili, in equilibrio con il territorio occorrono forti cambiamenti strutturali. I territori montani, per loro natura, possono diventare felicemente abitabili se le popolazioni riescono a sviluppare le competenze utili per costruire condizioni ambientali competitive: un forte controllo del consumo di suolo, coniugato con attività di prevenzione del dissesto, attenzione alle risorse, in particolare all’acqua, sostegno al recupero edilizio, distribuzione degli insediamenti in modo da poter attivare servizi pubblici efficaci, infrastrutture telematiche.

Quanto alle 11 bandiere nere assegnate dal Cigno, ben 3 sono riguardano località del Piemonte. Altre 2 saranno consegnate in Veneto, 2 in Lombardia, una rispettivamente a Friuli Venezia Giulia, Trentino, Valle d’Aosta e Liguria. Per quanto riguarda invece le buone notizie, la Lombardia risulta la regione più virtuosa, con 4 bandiere verdi. Al Piemonte vanno 2 riconoscementi, mentre Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino e Valle d’Aosta ne prendono uno a testa.

Ecco l’elenco delle bandiere nere:

  • Agli Organizzatori della “Motocavalcata delle Alpi Carniche” e agli enti pubblici, la Comunità Montana della Carnia in primis, che ne hanno autorizzato e sostenuto l’effettuazione
    Per i danni provocati ai sentieri, per il disturbo alla fauna e per l’assurda concezione che, favorendo le manifestazioni di enduro, si sostenga il turismo in montagna.
  • Al Comune di Enego (Vi)
    Per aver approvato un progetto per “la valorizzazione turistica, ambientale e naturalistica della piana di Marcesina” che prevede la realizzazione di parcheggi sparsi per più di 840 posti auto.
  • Ad Aldo Brancher, presidente di ODI, Organismo di Indirizzo
    Per aver distorto l’intento perequativo a favore dei comuni montani confinanti con le province autonome, assegnando con il massimo arbitrio i fondi del 2010 e 2011 per complessivi 160 milioni di euro.
  • Alla Società impiantistica Carosello Ski Folgaria
    Per l’utilizzo, nel dicembre 2011, per un’intera giornata, di un elicottero per trasportare neve artificiale da località Fondo Grande fino alle piste di Cima Pioverna (400 metri di quota più in alto) perché le alte temperature (per effetto di inversione termica) non ne consentivano la produzione.
  • Alla Provincia di Brescia
    Per l’autorizzazione continua di captazioni a scopo idroelettrico e per non aver realizzato uno studio del bilancio idrico ma aver negato fino a oggi qualsiasi confronto sulle acque e le derivazioni idroelettriche in Valle Camonica.
  • Ai Comuni della Val Trompia
    Per non aver ancora risolto il problema della raccolta e smaltimento delle acque reflue, continuando a utilizzare il fiume della valle, il Mella, e i suoi affluenti come collettori fognari a cielo aperto.
  • Alla Regione Piemonte
    Per l’assenza di politiche volte alla tutela, la regolamentazione e la valorizzazione della montagna
  • Alla SITAF S.p.A.
    Per aver finalmente palesato, dopo un decennio di menzogne, che dietro ai lavori per la messa in sicurezza del traforo del Frejus si celi in realtà un vero e proprio raddoppio del tunnel autostradale.
  • Alla Provincia di Biella
    Per l’eclatante passività riguardo allo sfruttamento del torrente Sessera: mancata approvazione del Piano di Gestione del SIC, mancata identificazione delle aree inidonee per gli impianti da fonte rinnovabile idroelettrica, mancata predisposizione di un Piano Territoriale Provinciale redatto previa specifica VAS sullo sfruttamento delle acque superficiali e profonde, mancata definizione di criteri di esclusione, ecc.
  • All’amministrazione comunale di Courmayeur (Ao)
    Per ritardi immotivati dovuti al mancato adeguamento del Piano regolatore di Courmayeur e al tentativo, con procedura anomala, di estendere le zone golfistiche in aree ZPS e SIC, che mettono a repentaglio la biodiversità nelle aree Natura 2000 ai piedi del Massiccio del Bianco.
  • Alla Regione Liguria e alla Provincia di Imperia
    Per l’insensato nuovo progetto di impianto sciistico in località Monesi di Triora (IM).

Ecco, invece, le bandiere verdi che saranno consegnate dalla Carovana delle Alpi alle migliori località montane:

  • Agli “Agricoltori Custodi” della Carnia
    Per la tenacia dimostrata nel conservare e migliorare le antiche varietà ortofrutticole delle vallate carniche e per la salvaguardia della biodiversità coltivata.
  • All’Associazione per la promozione e la tutela della pecora Brogna
    Per l’intenzione di evitare l’estinzione una delle due razze ancora esistenti di pecora autoctona della Lessinia, con il fine di valorizzare e promuovere il ruolo zootecnico dell’agricoltura di montagna e favorire la sostenibilità territoriale.
  • Al Comune di Malosco (Tn)
    Per il buon regolamento comunale riguardante l’utilizzo di prodotti fitosanitari e la disciplina delle coltivazioni agricole, approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 25 del 17.11.2010.
  • Alla sezione CAI di Palazzolo Sull’Oglio
    Per tutte le iniziative dedicate alla scoperta dell’ambiente montano in Valle Camonica e per la realizzazione del Giardino botanico alpino di Pietra dell’Orsa
  • All’Azienda Grafica “La Cittadina” di Gianico (Bs)
    Un riconoscimento a un’azienda, insediata nel territorio della Bassa Valcamonica,che ha scelto di posizionarsi a un virtuoso crocevia tra eccellenza produttiva e sostenibilità ambientale
  • All’amministrazione Comunale di Edolo (Bs)
    Per l’ideazione e lo sviluppo di efficaci politiche urbanistiche e di sviluppo urbano impostate sulla sostenibilità e la conservazione dell’ambientale.
  • Alla Regione Lombardia e alla Provincia di Sondrio
    Per la redazione e l’approvazione del Piano d’Area Alta Valtellina, uno strumento di programmazione che stabilisce e orienta il futuro territoriale e turistico del principale comparto turistico montano della Lombardia posto in diretta continuità con il Parco Nazionale dello Stelvio.
  • Al comitato Treno Vivo Valpellice
    Per le molteplici attività a salvaguardia della mobilità sostenibile e per le proposte per realizzare un modello di mobilità da esportare in ambiente alpino.
  • Al comitato della Valsesia “Noi Walser, per un turismo sostenibile e responsabile”
    Per il puntuale presidio territoriale volto a contrastare gli abusi e le speculazioni edilizie a danno del patrimonio naturalistico e ambientale.
  • All’Institut Agricole Régional della Valle d’Aosta
    Per le svariate iniziative di tutela della biodiversità nell’agricoltura e di promozione della qualità della produzione agricola.
  • Ai cittadini della Confederazione Svizzera
    Per aver messo un freno alle seconde case il referendum popolare di marzo scorso.

13 luglio 2012
I vostri commenti
PAOLOS42, martedì 13 novembre 2012 alle14:52 ha scritto: rispondi »

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