Da più parti si continua a ripetere che l’obesità comporta molti rischi per la salute e che una dieta equilibrata, movimento fisico e stili di vita sani, possono essere un elisir di lunga vita. In realtà gli studi degli ultimi anni riguardo a questa “patologia” indicano risultati contrastanti.

Un recente studio realizzato da un team di scienziati della London School of Hygiene & Tropical Medicine in Gran Bretagna, guidato dal Prof. Stuart Pocock e pubblicato nella rivista scientifica The Lancet Diabetes & Endocrinology, darebbe risultati a dir poco sorprendenti mettendo in correlazione eccesso di peso e riduzione del rischio di manifestare patologie ascrivibili alla demenza.

Sono state valutate le cartelle cliniche di quasi 2 milioni di persone nel Regno Unito, reperite nel Clinical Practice Research Datalink (CPRD), un ampio database in cui si trovano le cartelle cliniche del 9% della popolazione del Paese. I soggetti scelti per l’analisi avevano intorno ai 55 anni e un indice di massa corporea medio (BMI) di 26,5, che indica una condizione di sovrappeso.

Nel corso dei nove anni successivi all’inizio dello studio sono stati 45.507 i casi diagnosticati di demenza, ma tra questi si notava un numero inferiore di persone in sovrappeso. Infatti coloro che avevano un BMI di 40 (condizioni di obesità) manifestavano un 29% in meno di rischio di sviluppare la malattia. Un risultato davvero sorprendente se confrontato con studi precedenti.

Uno studio del 2011 infatti, pubblicato sulla rivista Neurology, aveva rilevato un maggior rischio di manifestare demenza in età avanzata, per chi era in forte sovrappeso e rientrava nella condizione di obesità. In febbraio di quest’anno però su Medical News Today è stato pubblicato uno studio che descriveva un rischio più elevato per persone obese giovani o in mezza età, mentre sembrava che le persone anziane fossero protette dall’insorgere di qualsiasi tipo di demenza, proprio grazie al loro eccesso di peso.

I dati della ricerca del team della London School of Hygiene & Tropical Medicine, rivelano però un’altra importante correlazione: le persone in sottopeso (con indice BMI inferiore a 20) avrebbero il 34% in più di probabilità di manifestare una malattia diagnosticabile come demenza. A ulteriore riprova del fatto che quindi un aumento di peso giova per un invecchiamento più “lucido”.

Il Prof. Pocok a tal proposito commenta:

I nostri risultati aprono anche una nuova strada interessante per la ricerca di fattori protettivi per la demenza. Se riusciamo a capire perché le persone con un alto indice di massa corporea hanno un rischio ridotto di demenza, è possibile che a valle del percorso, i ricercatori possano essere in grado di utilizzare queste informazioni per sviluppare nuovi trattamenti per la demenza.

La mole di dati analizzata e il fatto di aver “depurato” i dati da altre cause di demenza come fumo e alcol va a favore dell’attendibilità dei risultati, serve però proseguire le analisi per avere conferma di questa sorprendente correlazione. Uno degli autori dello studio, il dott. Nawab Qizilbash, della OXON Epidemiology nel Regno Unito e in Spagna, sostiene che:

Se l’aumento di peso in mezza età è protettivo contro la demenza, le ragioni di questa associazione inversa non sono chiare al momento. Molti problemi diversi legati alla dieta, all’esercizio fisico, alla fragilità, a fattori genetici e al cambiamento di peso potrebbero giocare un ruolo.

10 aprile 2015
In questa pagina si parla di:
Via:
Immagini:
Lascia un commento