Da anni leggende e misteri avvolgono la storia dell’abominevole uomo delle nevi, noto ai più anche come Yeti. Essere mitologico dalle sembianze simili a una grossa scimmia, alta tra i 180 cm e i 240 cm e con un manto tra il bianco e l’argento, da sempre ha infarcito le credenze e le storie della curiosità popolare. Ma dopo decenni di comunicati e smentite, ora una ricerca condotta dalla Oxford University metterebbe in luce la vera origine dell’animale misterioso.

Dopo una lunga esplorazione della probabile zona himalayana d’origine, sono stati rinvenuti i peli di due animali sconosciuti. Analizzati dal gruppo guidato da Bryan Sykes e colleghi, i test genetici hanno messo a confronto i peli misteriosi con quelli conservati nel database GenBank. I risultati hanno svelato una correlazione certa al 100% con il manto appartenente a un orso polare di Svalbard, in Norvegia.

L’esemplare, presente nella zona 40.000 anni fa, era un vecchio antenato della famiglia dei plantigradi. Probabilmente l’elemento campione da cui sono nate le due specie più famose: l’orso polare e l’orso bruno, che hanno condotto vite separate fino a ora. Secondo gli studiosi lo Yeti probabilmente possiede la stessa origine, è quindi un essere ibrido nato dall’unione di due esemplari di specie diverse.

La stessa teoria è sostenuta da Reinhold Messner che, dai microfoni di Radio Capital, ha ribadito come ne abbia svelato il mistero 50 anni fa senza però trovare sostenitori. Secondo i suoi libri la scienza non basta a spiegare l’origine dello Yeti, ma è importante interpellare le popolazioni locali assimilando i racconti e le leggende del posto. Lo stesso Messner per 10 anni ha posto a confronto l’origine dell’orso e le leggende popolari, arrivando alla conclusione che le storie di fantasia abbiano attinto a piene mani dal mondo dei plantigradi. Non vi può essere quindi solo una spiegazione di scientifica, non basterebbe a motivare ciò che anima lo spirito e la vita dello Yeti.

Per molto tempo le teorie di Reinhold Messner hanno subito critiche e non hanno ricevuto il giusto appoggio e merito, nonostante l’esperto avesse assicurato di aver visto il tanto dibattuto animale, riconducibile alla figura leggendaria dell’abominevole uomo delle nevi. La conferma del binomio Yeti e orso condotta dalla Oxford University, quindi, lascia il noto alpinista ed esploratore con l’amaro in bocca.

21 ottobre 2013
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