Lo Yacht: un lusso ecosostenibile?

Presentato all’ultimo salone nautico di Genova, lo Yacht Long Range 23 è la prima imbarcazione a motore “zero emission mode“. Tre ponti, 75 piedi di lunghezza, al suo interno sono presenti tutti gli agi e i comfort che competono ad un natante di tale tipologia, il tutto spinto da due motori elettrici ad alta efficienza abbinati ad un tradizionale motore diesel.

La propulsione ibrida di cui è dotato il Long Range 23 permette infatti la navigazione in 5 diverse modalità: diesel common-rail ad alta efficienza, diesel con ricarica delle batterie, diesel-elettrico, plug-in e solo elettrico. Tutte le modalità sono facilmente controllabili dall’avveniristica strumentazione di bordo e permette all’armatore di utilizzare la propulsione più consona alla zona di stazionamento. Infatti si può decidere se navigare in modalità elettrica in aree incontaminate o per uscire in silenzio e senza fumi dal porto, oppure utilizzare il diesel per accelerare le traversate, sfruttando la modalità elettrica per i bassi regimi.

Questo mezzo ad altissima tecnologia è prodotto in Italia dalla Ferretti SpA e ha ottenuto la certificazione Green Star Clean Energy and Clean Propulsion, uno dei più severi e qualificati standard di ceretificazione ambientale assegnabile ad una imbarcazione da diporto. Oltre che alla propulsione è stata data grande attenzione anche all’idrodinamicità della nave, grazie alla carena Fer.Way il Long Range 23 è in grado di diminuire i consumi, offrendo al contempo una maggiore resa in termini di prestazioni e velocità.

Concepito per gli amanti delle crociere a lungo raggio, Long Range 23 si pone ai vertici della categoria dei natanti a motore a basso impatto ambientale e apre, pionieristicamente, una strada tutta nuova, quella degli yacht eco-sostenibili. Come dire che anche i ricchi stanno maturando una coscienza ecologica…

21 ottobre 2008
I vostri commenti
luca, domenica 18 gennaio 2009 alle19:31 ha scritto: rispondi »

ma quanta energia conusma questa inbarcazione ?

guizza, mercoledì 22 ottobre 2008 alle10:13 ha scritto: rispondi »

ma no, non mi sento di colpevolizzare coloro che comprano uno yacht. Se fossi ricco probabilmente lo comprerei anch'io. L'importante è che si stia sviluppando una coscienza ecologica anche per questi settori.

Michela Radici, mercoledì 22 ottobre 2008 alle8:22 ha scritto: rispondi »

Ciao, ti ringrazio per aver citato il mio post! In effetti è bello vedere che anche in un campo off limits come quello degli yacht vengono apportati cambiamenti per limitare l'inquinamento. Però mi chiedo...se "i ricchi" avessero un minimo di coscienza ecologica, non eviterebbero direttamente di comprarsi lo yacht, piuttosto che decine di auto? Mi sembra che con gli yacht eco-sostenibili si cada un pò nell'ipocrisia, no?

Barbara, martedì 21 ottobre 2008 alle18:13 ha scritto: rispondi »

Concordo sulla tua ultima precisazione, ovvero che tale tecnologia troverà impiego fra i soggetti più facoltosi. D'altra parte, non è affatto un errore: una "coscienza ecologica" dovrebbe proprio rivolgersi ed essere acquisita dal più ampio target possibile.

Lascia un commento