L’esposizione ad alti livelli di inquinanti atmosferici aumenta la possibilità di contrarre malattie durante la gravidanza. È il risultato di uno studio, pubblicato nel numero di gennaio del Journal of Epidemiology e Community Health, condotto dall’università della Florida.

Secondo i ricercatori, elevate concentrazioni di monossido di carbonio e biossido di zolfo farebbero aumentare di molto il rischio di ipertensione e preeclampsia, una patologia che può presentarsi dopo la ventesima settimana di gravidanza e che può causare distacco della placenta, insufficienza renale acuta, edema polmonare, emorragia cerebrale e convulsioni.

Commenta Xu Xiaohui, MD, docente di Epidemiologia:

Lo sviluppo fetale è molto sensibile ai fattori ambientali, ecco perché abbiamo voluto fare questa ricerca. L’ipertensione, in particolare, è associata ad un’aumentata morbilità e mortalità, e causa un molti per la madre e il feto, tra cui il possibile parto pretermine.

Secondo l’indagine, condotta su 22.000 donne che hanno partorito a Jacksonville, in Florida, tra il 2004 e il 2005, il 4,7% del campione ha sviluppato una qualche malattia ipertensiva durante la gravidanza.

I dati raccolti sono stati messi a confronto con i livelli di inquinanti registrati dall’EPA, l’Agenzia USA per la Protezione dell’Ambiente, rivelando che l’esposizione ad alti livelli di smog nei primi due trimestri di gestazione ha aumentato il rischio di manifestare questi disturbi.

Anche se saranno necessari ulteriori studi, i ricercatori ipotizzano che l’esposizione all’inquinamento atmosferico durante la gravidanza possa influenzare il normale modello di pressione sanguigna della donna. Sulla base di questi risultati, gli studiosi sostengono che un maggiore controllo sullo smog necessario per evitare pericolose complicazioni nelle donne in gravidanza e neonati.

18 febbraio 2014
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