Quello dell’elevato tasso di smog nelle città della Cina non è di certo un argomento nuovo alle cronache ambientali: l’alto traffico stradale e i numerosi stabilimenti locali rendono l’aria pericolosa e irrespirabile. Fino a oggi, però, difficile è stato capire quanto esteso fosse il fenomeno: alcune fotografie scattate dai satelliti NASA dimostrano però come l’inquinamento cinese possa essere addirittura rilevato dallo spazio.

Si tratterebbe di una situazione di emergenza quella rilevata dai satelliti con la tecnologia MODIS, Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer, capaci di determinare le differenze di tonalità delle nubi e quindi di stabilire si tratti di normali formazioni o di prodotti delle attività dell’uomo. E così appaiono più di 1.200 chilometri ricoperti da una foschia tossica, evidente dalle immagini dall’alto perché grigia anziché bianca, così come dovrebbero essere le normali nuvole o la nebbia.

Così come spiega Rudolf Husare, direttore del Center for Air Pollution Impact And Trend Analysis dell’Università di Washington, il sistema d’analisi elaborato è particolarmente ingegnoso. Innanzitutto è possibile distinguere tra nebbia e nuvole: la prima presenterà una superficie superiore regolare, mentre le seconde hanno più consistenza e si distinguono per ombre definite alle estremità. Poi, è relativamente semplice riconoscere l’inquinamento: i colori vanno dal grigio al marrone e lo smog generato tende a persistere nonostante la presenza di fenomeni atmosferici naturali. Dalle immagini, appare evidente come la gran parte della Cina orientale sia ricoperta da foschia tossica.

Un fatto che sembra essere confermato anche dalle autorità locali: lo scorso 7 dicembre, le ambasciate statunitensi a Pechino e a Shanghai hanno rilevato un tasso di PM 2,5 pari rispettivamente a 480 e 355 microgrammi per metro cubo d’aria, quando le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità consigliano di non superare i 25. Il particolato inferiore ai 2,5 micron è estremamente pericoloso, perché è sufficientemente piccolo per attraversare le pareti dei polmoni umani e intaccare così l’organismo. Le conseguenze possono essere addirittura peggiori dei danni subiti dal più irrimediabile dei fumatori incalliti. La situazione sarebbe così grave che non capita di rado che ai bambini nelle scuole vengano negate le attività all’aperto, così da ridurre la loro esposizione alle sostanze dannose.

15 dicembre 2013
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I vostri commenti
waitingman, martedì 17 dicembre 2013 alle17:57 ha scritto: rispondi »

Come mai le istituzioni per l'ambiente, che sono molto loquaci nei confronti del mondo occidentale, non ne parlano se non sporadicamente dello scempio ambientale prodotto dai signori cinesi...? Il libretto di mao lo prevedeva ( questo scempio) ...?

Silvano Ghezzo, lunedì 16 dicembre 2013 alle21:40 ha scritto: rispondi »

C'è qualche anima candida che si stupisce?

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