Lo smog che puntualmente, soprattutto nella stagione invernale, affligge le regioni del Nord Italia ha i suoi effetti sulla salute della popolazione, specie dei più piccoli.

A dirlo sono Susanna Esposito e Maria Francesca Patria, rispettivamente direttore della Clinica pediatrica I dell’università Statale e dell’Ambulatorio di pneumologia pediatrica, che hanno spiegato come ci siano molti bambini tra i 3 e gli 8 anni che si ammalano anche 3 volte al mese a causa dell’alto livello di inquinamento:

I bimbi milanesi contraggono patologie respiratorie in media 6-7 volte nei primi 3 anni di vita, e altre 4-5 negli anni successivi. Tonsilliti, bronchiti e otiti sono spesso frutto della combinazione inquinamento-allergie, e nei giorni di livelli alti di smog gli accessi di casi gravi al pronto soccorso aumentano di un 4-5%.

Le cifre indicate dalla dottoressa Esposito sono molto eloquenti: l’impatto dello smog soprattutto sulla salute dei bambini è sicuramente di non poco conto, tanto che, secondo alcune statistiche, i bimbi del Nord si ammalano di 30-35% in più rispetto ai coetanei che abitano al Centro e al Sud.

Detto così potrebbe sembrare quindi che la situazione nelle regioni meridionali sia esente da problemi derivati dallo smog. Niente di più sbagliato però, dato che, nonostante non si arrivi ai livelli di allerta registrati pressoché durante tutta la stagione invernale al Nord, anche nell’area del Mediterraneo si registrano casi di bronchite cronica e altre patologie riconducibili alla scarsa qualità dell’aria, la quale amplifica le difficoltà di respirazione dovute al freddo e agli sbalzi di temperatura, causando problemi ai soggetti più sensibili.

Nella sola Campania si registrano ogni anno fino a 40.000 ricoveri dovuti alla riacutizzazione di malattie respiratorie, dovute a un insieme di fattori come freddo, persistenza in luoghi chiusi con scarso ricambio di aria e, non ultimo, livello di polveri sottili nell’atmosfera che raggiunge livelli più alti rispetto agli altri periodi.

Dai dati resi noti emerge una situazione che nel suo complesso è assai preoccupante in molte aree dell’Italia, soprattutto per quanto riguarda i centri abitati più popolosi, dove il livello di emissioni dovute ai trasporti, al riscaldamento e alla produzione industriale contribuisce a creare un mix di gas velenosi capace di ristagnare nell’atmosfera per parecchie settimane se non mesi interi.

24 febbraio 2011
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