Lo shale gas mette in crisi il nucleare negli Stati Uniti

Dopo aver messo in difficoltà il carbone, negli Stati Uniti lo shale gas sta cannibalizzando anche il nucleare. Questa fonte di energia, fin troppo economica da estrarre nell’ultraliberalizzato mercato energetico americano con tutti i suoi sussidi alle fossili, sta erodendo quote del mercato elettrico anche alle centrali atomiche.

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Tanto che, da qualche mese a questa parte, le grandi utilities americane stanno iniziando a spegnere i reattori nucleari e a programmare una graduale sostituzione con le molto più economiche centrali a gas. Lo riporta il Washington Post: dal 2010 la produzione elettrica da nucleare ha già perso 3 punti percentuali, pari a 29 miliardi di chilowattora.

Il problema, a quanto pare, è che il parco di centrali nucleari americane è ormai vecchio e necessita di frequente e costosa manutenzione. Duke Energy ha deciso di chiudere la centrale di Crystal River in Florida, spenta nel 2009 per un problema ai reattori.

Ripararla gli costerebbe 1,5 miliardi di dollari, installare nuove turbine a gas e produrre la stessa quantità di energia molto meno. Dominion Power, lo scorso autunno, ha annunciato lo spegnimento di un reattore nella centrale di Kewaunee in Wisconsin, sempre a causa della concorrenza del gas di scisto.

Gli analisti energetici americani stimano almeno in 4, sulle 102 centrali nucleari americane rimaste in attività, quelle che chiuderanno a breve e ogni piano di crescita del nucleare è stato rimesso nel cassetto. Nel 2011, ad esempio, NRG ha deciso di annullare la costruzione di due nuovi reattori in Texas.

Secondo Scientific American tutto ciò potrebbe avere pesanti impatti sulle emissioni di CO2 e di altri gas climalteranti negli Stati Uniti. è ormai noto che l’industria petrolifera è la seconda per emissioni negli USA e che le perdite di gas dai pozzi nei giacimenti shale mettono seriamente a rischio il clima.

Fatti due conti, per compensare le nuove emissioni derivanti dalle centrali alimentate a shale gase gli Stati Uniti dovrebbero quadruplicare la loro attuale produzione elettrica da fotovoltaico.

25 febbraio 2013
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I vostri commenti
Angelo, martedì 26 febbraio 2013 alle11:45 ha scritto: rispondi »

Ma che braviiii ! Cannibalizzate pure il nucleare e magari andate a trivellare in prossimità della faglia di S.Andrea ; auguriiii !!!!!

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