A vent’anni dalla Conferenza di Rio (e a pochi mesi dalla replica Rio+20 in programma a giugno) le condizioni di salute della Terra stanno peggiorando. Lo sostiene il WWF, che proprio in vista della nuova Conferenza internazionale dedicata alla qualità della vita e alla salute degli ecosistemi ha pubblicato l’ultima edizione del rapporto “Living Planet”.

Numerosi e sempre più gravi i problemi con cui la Terra deve fare i conti ogni giorno: aumento indiscriminato della popolazione, migrazione di massa verso le città, crescita dei consumi energetici e delle emissioni di anidride carbonica. A causa di questi fenomeni, spiega il WWF, l’umanità sta saccheggiando le risorse naturali a un ritmo mai visto prima, che mette a dura prova la sopravvivenza di specie animali e vegetali, minacciate dal pericolo di estinzione:

La conferenza di Rio +20 del mese prossimo è un’opportunità per il mondo per cominciare a fare sul serio nel puntare verso uno sviluppo sostenibile – ha commentato David Nussbaum, direttore del WWF Regno Unito – La nostra relazione indica che non lo abbiamo ancora fatto dall’ultimo vertice di Rio.

La domanda globale di risorse naturali, secondo il Living Planet Report, è raddoppiata dal 1996 e attualmente occorre alla Terra un anno e mezzo per rigenerare le risorse rinnovabili utilizzate dagli uomini in soli 12 mesi. In altri termini, spiega l’associazione ambientalista, servirebbe un altro mezzo pianeta per soddisfare le nostre necessità. Di questo passo, entro il 2030 avremo bisogno dell’equivalente di due pianeti per soddisfare la domanda di risorse naturali.

La cosa più allarmante, sostiene il WWF, è che la situazione, per molti aspetti, è addirittura peggiorata negli ultimi 20 anni, nonostante l’allarme lanciato dalla prima conferenza di Rio e gli impegni assunti dalle potenze di tutto il mondo. L’emergenza riguarda soprattutto le emissioni di anidride carbonica, che sono aumentate del 40% negli ultimi 20 anni, con i due terzi di tale aumento che si è verificato nell’ultimo decennio:

Abbiamo fatto importanti passi avanti, come la Convenzione quadro dell’ONU sui cambiamenti climatici e quella sulla diversità biologica – ha aggiunto Nussbaum – Ma il progresso in entrambi i casi è troppo lento. E purtroppo i nostri stili di vita stanno avendo un impatto più rapido delle iniziative che stiamo prendendo per proteggere il pianeta.

Tra i problemi più urgenti, secondo il report del WWF, c’è la sicurezza degli approvvigionamenti idrici, che rappresenta una preoccupazione crescente in molte parti del mondo, collegata tra l’altro alla salute degli ecosistemi d’acqua dolce e allo sfruttamento sostenibile delle aree di pesca.

Tutto nero, dunque? Non esattamente. Secondo gli ambientalisti, una speranza potrebbe venire dalla riduzione del tasso di crescita della popolazione mondiale, calato dall’1,65% del 1992 all’attuale 1,2%. Nonostante questo, comunque, nel 2011 l’umanità ha raggiunto la cifra record di 7 miliardi di individui.

15 maggio 2012
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
Silvano Ghezzo, mercoledì 16 maggio 2012 alle2:40 ha scritto: rispondi »

Altro che calo della crescita, qui ci vuole un notevole calo totale del numero di persone, incidendo sul numero di nati per coppia, come sta avvenendo in Italia e nel mondo occidentale. Il problema invece sussiste soprattutto in Africa ed in Asia. 

Lascia un commento