Liù: il cane molecolare che scova i tumori a Varese

Lo straordinario olfatto dei cani diventa sempre più uno strumento indispensabile in ambito medico, soprattutto in fatto di diagnosi precoce. Nel corso degli ultimi anni, diverse ricerche hanno infatti dimostrato l’efficacia e l’affidabilità dei quadrupedi nel riconoscere alcune forme di tumore, garantendo una diagnosi più veloce rispetto alle comuni indagini di laboratorio. Una capacità oggi confermata da un caso tutto italiano: quello di Liù, un cane molecolare di razza Pastore Tedesco, da qualche tempo impiegato in una struttura di Varese nel reparto di urologia.

L’animale opera da qualche anno presso l’ospedale Humanitas di Castellanza, dove ha dimostrato le sue incredibili doti nello scovare, semplicemente annusando dei campioni, alcune forme di tumore agli stadi iniziali, quando è quindi più semplice curarle e ottenere una completa guarigione dopo il trattamento. L’esperimento è cominciato nel 2012 e da allora Liù, un cane appositamente addestrato dell’Esercito Italiano, sembra non abbia mai sbagliato un colpo.

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Secondo quanto riferito da La Stampa, l’animale è in grado di riconoscere con l’olfatto alcune molecole che si sviluppano sin dai primi stadi di tumore alla prostata e, proprio grazie alla sua diagnosi veloce, si potranno in futuro ridurre i tempi d’attesa e di trattamento, con risultati efficaci e a lungo termine. Così hanno spiegato i medici della struttura:

Liù ci ha dimostrato che il tumore ha una molecola caratteristica, anzi caratterizzante, e per questo il cane riesce a riconoscerla subito grazie al suo olfatto. Con l’aiuto del cane, da questo momento in poi, speriamo di individuare questa molecola e di riuscire a isolarla. A quel punto la diagnosi precoce e la prevenzione saranno molto più semplici.

Al momento il Ministero della Salute non consente la semplice diagnosi tramite l’olfatto canino e, per questa ragione, tutte le segnalazioni su campioni effettuate da Liù vengono poi controllate tramite le comuni indagini di laboratorio. E proprio questo procedimento ha permesso di confermare l’affidabilità del cane, mai caduto in errore. In un caso, ad esempio, si è pensato il quadrupede potesse essersi imbattuto in un errore, evidenziando la presenza di un tumore alla prostata in un paziente in realtà diagnosticato per quello alla vescica. Dopo alcuni controlli, così come La Stampa sottolinea, è apparso evidente come il paziente in questione soffrisse anche di cancro proprio alla prostata.

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A fianco del sergente Paolo Sardella, Liù a imparato a riconoscere i campioni d’urina in modo del tutto analogo ad altre sostanze più tipiche per i cani molecolari, quali ad esempio gli esplosivi:

I medici ci fanno arrivare i campioni delle urine dei pazienti sottoposti a controllo e nel suo ambiente abituale il cane esegue con calma tutti i suoi test. La prima fase dell’addestramento è servita a insegnargli a distinguere gli odori caratteristici. Esattamente come si fa per la ricerca degli esplosivi. Ogni volta che riconosce quell’odore caratteristico, ma solo in quel caso, Liù si siede e noi così possiamo capire il messaggio che vorrebbe farci arrivare. Un lavoro che per gli uomini e la scienza è tanto importante, per il cane è un divertimento. Che, nella sua testa, ha un solo obiettivo: conquistare una dose in più di crocchette e il suo giocattolo preferito.

13 dicembre 2017
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