Ad oltre vent’anni di distanza dal referendum che nel 1987 sancì l’abbandono dell’impiego del nucleare nei processi di produzione di energia elettrica, il nostro paese torna sui suoi passi.

Nel corso di un vertice tenuto a Roma, il presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno firmato un’intesa per lo sviluppo congiunto di nuove centrali sul territorio dei rispettivi paesi.

Secondo la tabella di marcia, la prima nuova centrale nucelare italiana sarà attiva già nei prossimi anni, grazie al contributo e alla conoscenza tecnica forniti dall’esperienza francese in questo campo.

Il premier ha spiegato che si tratta di una mossa realizzata nell’ottica di portare il nostro paese all’adozione di tecnologie che sempre più si leghino al concetto di fonti alternative e rinnovabili, anche se a tal proposito, va segnalato come il nucleare non rientra né nell’una né nell’altra categoria.

Ad anticipare i tempi sull’esito dell’incontro di stamane era stato il ministro degli Esteri Franco Frattini, durante un’intervista rilasciata a Sky TG24, in cui è stata esposta la posizione dell’attuale coalizione di maggioranza sul futuro della produzione energetica italiana.

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24 febbraio 2009
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I vostri commenti
gianpiero, martedì 3 marzo 2009 alle12:41 ha scritto: rispondi »

L'unica via da seguire sono le energie rinnovabili.No alla violenza dei poteri interessati solo ai loro affari.

Andrea, venerdì 27 febbraio 2009 alle9:01 ha scritto: rispondi »

Caro Andrea ( e mio ononimo ) fa piacere vedere che alcuni si informano e devo dire che hai dato le giuste informazioni per capire che la scelta è sbagliata . L idea che ho del nucleare lo gia espressa in un altro articolo di Cristiano e mi pare molto azzardata poiche sarebbe solo il 5% del nostro fabbisogno energetico in termini di energia ( che se le aziende e anche noi ci abituassimo a sprecare meno non ne avremmo di bisogno ). Io vorrei fare una domanda ai nostri cari governanti , ma se volete spendere 5miliardi di ? perche non mettete dei pannelli solari o dei impianti eolici che al massimo se si rompono non fanno diventare fluorescenti le persone ? Il nucleare non lo vuole piu nessuno perche costa una cifra mantenerlo attivo e poi non sanno piu dove mandare le scorie perche nessuno le vuole piu . Il mio pensiero sulla cooperazione dei Francesi è molto pessimistico perche penso che loro fra qualche anno dismetteranno le centrali mettendo pannelli a go go e ci vogliono nuclearizzare noi per poi scroccarci l energia a basso prezzo ! Il mio vicino di casa ha gia i pannelli solari e con il prossimo mese li aumenta cosi ci alimenta nelle ore diurne anche noi percui fate un po voi il conto . Se vogliono rendersi conto del problema che vadano a fare un giro a Cernobyl o in Mexico dove ci sono le discariche di materiale nucleare ad altissimo potenziale a vedere come si vive

Andrea, giovedì 26 febbraio 2009 alle13:42 ha scritto: rispondi »

Tutti ne fanno una questione di sicurezza ma il vero problema è il rendimento. Si pensa che con il nucleare la bolletta costerà di meno ma non è mai stato così. In Francia, ad esempio, l'unico motivo per cui apparentemente la bolletta è più bassa sta nel fatto che su di essa non vengono applicate le normali imposte (sarebbe come applicare da noi l'iva del 5% anziche del 20%). Quindi è un risparmio forzato. L'energia elettrica in Italia rappresenta il 15% del totale dei consumi (il resto è dato dai trasporti, gas ecc.) e queste quattro centrali coprirebbero 1/4 di quel 15% (una cosa iniqua se si considerano i costi di costruzione, DI MANUTENZIONE E DI SICUREZZA). L'uranio non è un bene infinito, e questo se ne stanno accorgendo tutti i paesi che hanno il nucleare. La Francia ha trovato il pollo da spennare. A livello mondiale il nucleare fornisce il 5% di tutta la produzione di energia. Se raddoppiassero il numero di centrali (di tutto il mondo), e considerando il tempo che ci vuole, la percentuale sarebbe del 7% e non del 10% (i consumi sono destinati ad aumentare).

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