L’Italia perde il treno delle rinnovabili, mancato l’obiettivo del 2020
Non sono per nulla incoraggianti le notizie che giungono da Bruxelles in merito all’impegno del nostro paese nello sfruttamento delle fonti rinnovabili.
L’Italia, così come altri 26 stati membri, avrebbe dovuto rafforzare il suo impegno in tale direzione per passare, entro il 2020, ad avere il 17% dell’energia totale prodotta in modo pulito, ma stando a quanto reso noto da Marlene Holzner (portavoce del commissario UE all’Energia Guenther Oettinger), il Bel Paese mancherà l’appuntamento.
Anche Belgio, Danimarca, Lussemburgo e Malta si faranno trovare impreparati, mentre Francia, Gran Bretagna e altri dieci realtà nazionali prevedono di essere già pronte per soddisfare le richieste dell’Unione Europea.
Germania, Svezia, Spagna e Polonia, tutti paesi reduci dall’attuazione di politiche efficaci, arriveranno non solo a raggiungere gli obiettivi prestabiliti, ma addirittura a superarli.
Nonostante l’alto potenziale offerto dalla sua collocazione geografica, soprattutto relativo al solare nel Mezzogiorno, l’Italia si troverà così costretta ad importare dall’estero grandi quantitativi di energia “verde”. Albania, Croazia, Montenegro, Svizzera e Tunisia ne saranno i principali fornitori, per un totale di 4 MTEP (miliardi di tonnellate di equivalente petrolio) da qui al 2020.
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