Liquirizia: come coltivarla

È nota a tutti per l’inconfondibile gusto delle sue radici, nonché per i suoi benefici sull’organismo: la liquirizia è di certo una delle piante più amate. Consumata da sola o per aromatizzare altre ricette e bevande, questa soluzione viene impiegata dall’uomo da tempo immemore, fino a entrare nella quotidianità di milioni di persone. Ma come coltivarla autonomamente, quali consigli seguire?

Naturalmente, prima di lanciarsi nella coltivazione della liquirizia, è necessario vagliare le caratteristiche climatiche del proprio luogo di residenza, per verificare siano compatibili con la sua crescita. Per questo, si potrà certamente rendere utile il parere del proprio fornitore abituale di semenze e prodotti di botanica.

Cosa sapere prima di coltivarla

Liquirizia

La Glycyrrhiza glabra è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Fabaceae, nota in tutto il mondo per l’impiego delle sue radici a scopo aromatico. Originaria delle aree mediterranee e dell’Asia più occidentale, la coltivazione si è ben presto diffusa in tutto il Pianeta, dalle Americhe all’Australia. Le prime popolazioni a produrne grandi quantità furono quelle degli Assiri e degli Egiziani, a cui seguirono i cinesi. Proprio in Cina la liquirizia ha trovato grandissima applicazione, non solo come saporita radice, ma anche all’interno della medicina tradizionale, dove le vengono attribuite svariate proprietà. Dal portamento erbaceo, la liquirizia si caratterizza per un’altezza di circa un metro, con rametti composti da foglie arrotondate ma allungate, di intenso colore verde e simmetriche. Per gli impieghi umani, tuttavia, è interessante il rizoma, con una crescita di radici molto profonde anche diversi metri.

Il clima ideale è quello mediterraneo, poiché la pianta ama temperature miti e senza eccessivi sbalzi termici, sebbene riesca comunque a manifestare un’ottima resistenza al gelo. Preferisce inoltre l’esposizione solare, anche in piena estate, poiché il caldo afoso non ha grandi effetti deleteri sulla sua crescita.

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Il terreno deve essere morbido, preferibilmente ricco di sostanze nutritive, con una prevalenza di sabbia dato il suo elevato potere drenante. La liquirizia non tollera infatti i ristagni d’acqua, che potrebbero danneggiare in modo irreparabile le sue radici. Utile è anche una lieve fertilizzazione con concime organico, quale il classico compost, purché ricco di fosforo.

La liquirizia non richiede grandi dosi d’acqua, nemmeno nelle giornate più assolate, per questo l’annaffiatura non dovrà risultare troppo frequente. In genere, si prende la secchezza del terreno come riferimento, inumidendo il terriccio e bagnando direttamente a livello del suolo. Se la zona di residenza fosse frequentemente coinvolta da fenomeni temporaleschi, è bene predisporre adeguate protezioni.

Coltivazione in orto e in vaso

Liquirizia

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La liquirizia è una pianta che può essere facilmente coltivata sia in orto che in vaso, anche se questa ultima opzione è solitamente remota, se non a semplice scopo ornamentale. Data l’estensione anche massiccia delle radici, infatti, è meglio preferire un terreno aperto e profondo, dove il vegetale potrà svilupparsi senza ostacoli.

In ogni caso, è necessario predisporre adeguatamente il contenitore o il terreno all’aperto di approdo. Utile sarà un fondo di cocci, sassi o palline d’argilla espansa, per incrementare la capacità drenante ed evitare, così fastidiosi ristagni d’acqua. Ancora, il terreno dovrà essere morbido, sabbioso, ricco di fosforo anche da concimazione con compost.

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La coltivazione avviene solitamente per semina: tra febbraio e marzo si approfitta di un caldo semenzaio per ottenere i primi germogli, coprendoli con poco meno di un centimetro di sabbia o torba solo lievemente inumidita. Quando la pianta raggiunge un’altezza sufficiente, è possibile il trapianto in orto, avendo l’accortezza di lasciare almeno 60 oppure 80 centimetri tra un esemplare e l’altro. Le radici vengono raccolte generalmente dopo tre anni dai primi germogli, per garantirne un sufficiente sviluppo. In alternativa alla semina, si può ricorrere alla talea, piantando direttamente un rizoma di circa 10 centimetri di lunghezza.

La liquirizia non richiede grandi necessità di manutenzione, se non la rimozione di vegetali infestanti che potrebbero comprometterne lo sviluppo. Inoltre, in autunno la parte aerea della pianta tende a seccare, si potrà quindi effettuare una potatura per stimolare, entro la successiva primavera, una nuova e rigogliosa crescita.

3 febbraio 2018
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