Domotica e fotovoltaico sono due universi che a breve s’incontreranno. Il sistema fotovoltaico sul tetto, infatti, si sta evolvendo e da semplice generatore passivo ed erogatore di elettricità diventerà il cuore della generazione distribuita grazie sopratutto all’inverter che sta cambiando pelle perché diventerà il gestore dell’elettricità in potenza in gradi di fare da interfaccia tra l’abitazione e la rete in maniera intelligente anche grazie ai sistemi d’accumulo che non necessariamente dovranno essere statici, ma potranno risiedere su un’auto elettrica.

Oltre a ciò, ma sempre rigorosamente dietro al contatore, potranno essere inseriti sistemi di minicogenerazione domestica in grado di rendere autonome le abitazioni dalla rete, come ha previsto in un suo recente studio il Rocky Mountain Institute che vede queste soluzioni mettere a serio rischio il business delle utilities. Senza contare cosa potrebbe succedere nel caso si attivassero delle reti dedicate tra utenze diverse in grado di produrre e consumare magari con fonti diverse e in segmenti temporali distinti, ottimizzando così domanda e offerta. Insomma smart grid dentro e fuori le abitazioni.

Il sistema fotovoltaico, tramite l’inverter, quindi diventa un tassello fondamentale per l’automazione energetica delle abitazioni anche perché molte funzioni sono gestite attraverso l’elettricità, anche e specialmente quelle legate all’efficienza energetica, magari non sotto al profilo della potenza, ma a quello dell’information tecnology necessaria al loro funzionamento. E qui veniamo alla questione dell’Internet of things che è, e sarà, un componente essenziale del nostro futuro energetico. Nelle abitazioni il dialogo tra diversi apparecchi, deputati al consumo, all’efficientamento e alla produzione d’energia sarà necessario e se alcuni osservatori fino a qualche tempo fa penavano che il ruolo di hub delle informazioni energetiche, ma non solo, potesse essere il frigorifero – per la semplice ed evidente qualità di essere un elettrodomestico sempre acceso e quindi sempre disponibile ai servizi di Information Tecnology casalinga – ecco che la presenza con la presenza di un sistema fotovoltaico si affaccia all’orizzonte dei questa funzione l’inverter con una marcia in più: la capacità d’interfacciarsi con la rete. Mentre da un lato il contatore elettronico – di cui in Italia siamo leader mondiali con più di trenta milioni di pezzi installati – potrà offrire servizi di monitoraggio e informazione su flussi e carichi, l’inverter potrà fare il lavoro più pesante gestito in maniera intelligente, o smart se preferite, quello di fare l’energy manager dell’abitazione.

È possibile che l’inverter decida autonomamente se utilizzare l’elettricità prodotta per l’autoconsumo interno all’edificio oppure se venderla alla rete in base a un algoritmo che tenga conto del prezzo di vendita sul mercato in quel momento, rinviando utilizzi elettrici non indispensabili nell’immediato come la lavatrice, l’asciugatrice – che forse è meglio non avere per ragioni di consumi -, oppure il frigorifero, per brevi periodi durante i quali la casa non è frequentata, per non parlare del ruolo che potrebbe avere con la micro-cogenerazione in corrente continua che diventerebbe modulabile in base alle necessità termiche in primis, decidendo cosa fare della produzione elettrica da questa fonte, senza contare gli scenari che si potrebbero aprire se si decidesse di remunerare i servizi di rete resi dall’accumulo distribuito che passerebbero sempre attraverso l’inverter.

2 maggio 2014
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
Salvo, domenica 4 maggio 2014 alle14:47 ha scritto: rispondi »

Gli enti locali (Comune...) dovrebbero rilasciare le licenze edilizie di nuova costruzione e/o ristrutturazione solo a condizione che si faccia uso di fonti di energia alternativa. Le consulenze tecniche a carico dell'Ente medesimo.

Lascia un commento