L’inquinamento atmosferico e lo stress materno hanno un effetto negativo sullo sviluppo comportamentale di un bambino. Lo dimostra uno studio effettuato presso la Columbia University’s Mailman School of Public Health di New York, recentemente pubblicato sulla rivista “Pediatrics”. Secondo i ricercatori questi due fattori sarebbero talmente determinanti per la crescita futura da lasciare la propria impronta sin da quando il bambino è ancora nel grembo materno.

L’autore principale dello studio, la Dr.ssa Frederica Perera, ha condotto lo studio valutando centinaia di mamme per oltre un anno nella città di Cracovia, in Polonia, nota per essere una delle più inquinate d’Europa a causa dei fumi delle centrali a carbone. La sua ricerca si è incentrata sullo stile di vita delle donne e sul fattore psicologico.

Ha scoperto così che le donne che vivono in centro città, vengono esposte a determinati inquinanti che possono poi incidere sullo sviluppo dei figli. In particolare questi bambini provavano maggiore ansia, depressione e problemi di attenzione rispetto ai loro coetanei che invece erano cresciuti lontani dall’inquinamento atmosferico. Addirittura un altro studio ha collegato l’inquinamento ad alcuni casi di autismo.

La dottoressa Perera ha però ammesso che possono rientrare in questa casistica anche altri fattori quali eredità genetiche o la povertà, ma si tratta di fattori statisticamente modesti. Ad ogni modo, misurando i livelli di esposizione all’inquinamento durante la gravidanza e durante la crescita fino a 9 anni, i ricercatori sono giunti alla conclusione che i bambini maggiormente esposti hanno una maggiore possibilità di presentare ansia, depressione, maggiore propensione a violare le regole e anche aggressività.

Si tratta di fattori preoccupanti perché influiscono poi sull’andamento scolastico del bambino e tutto ciò che ne consegue. Come questo fenomeno possa accadere non è ancora ben chiaro ai ricercatori, ma il Dr. Andrea Roberts, ricercatore associato del Dipartimento di Scienze Sociali e Comportamentali presso la Harvard School of Public Health ha una teoria al riguardo:

L’inquinamento durante la gravidanza può influenzare lo sviluppo del cervello attraverso un sacco di possibili percorsi, ma non siamo ancora sicuri di quali siano in realtà i più importanti. L’inquinamento potrebbe rendere il cervello più vulnerabile agli impatti successivi, come lo stato d’animo della madre e la qualità dei genitori, che sappiamo influenzano l’umore, la salute mentale e il comportamento. Quindi, può essere che il cervello dei bambini esposti all’inquinamento durante la gestazione sia meno resistente agli effetti dei fattori di stress successivi.

9 ottobre 2013
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, mercoledì 9 ottobre 2013 alle23:33 ha scritto: rispondi »

L'inquinamento fa male a tutti, punto e basta. Anzi, non sicuramente al portafoglio di chi lo produce e ci guadagna.

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