Solo pochi giorni fa si sono appurati quali siano i danni dell’inquinamento da smog sulla salute, con uno studio che ha rivelato come il 15% di tutte le patologie respiratorie derivi proprio da una cattiva qualità dell’aria. Oggi si scopre, invece, quali siano i suoi effetti sul portafoglio di ogni famiglia: ben il 7% del reddito annuo.

È quanto suggerisce una pubblicazione dell’European Respiratory Journal, che ha cercato di tradurre gli effetti in termini di spesa dell’inquinamento e dei costi derivanti dalle malattie respiratorie che provoca.

L’analisi, condotta principalmente dall’University of Massachusetts Amherst, ha voluto studiare le conseguenze dello smog su due cittadine statunitensi, Long Beach e Riverside, entrambe della contea di Los Angeles. E il dato è allarmante: più l’aria è irrespirabile, maggiori sono le spese per il benessere della famiglia.

Lo studio ha voluto rilevare quanto l’inquinamento influisca sulla perdita di giornate di lavoro, sulla necessità di visite specialistiche e sulle crisi d’asma in età infantile. Si è scoperto, così, come si arrivino a spendere fino a 18 milioni di dollari complessivi l’anno, con oltre 4.000 dollari sborsati direttamente dai pazienti di patologie causate dallo smog. Si tratta di ben il 7% del reddito famigliare medio statunitense, che si esplica non solo nell’acquisto di medicinali, ma anche in trattamenti specifici e servizi di riabilitazione respiratoria.

Il dato va ovviamente letto in un’ottica nordamericana, dove il sistema sanitario è nella quasi totalità dei casi a carico dei cittadini tramite il pagamento delle assicurazioni. È quindi possibile che in Italia, dove la sanità è pubblica, i costi siano decisamente più contenuti, ma non del tutto inesistenti: molte delle cure necessarie, quali ad esempio particolari trattamenti termali per l’asma, non sono compensati dal Sistema Sanitario Nazionale. La survey, inoltre, svela come a pesare maggiormente sul budget familiare non siano gli interventi medici in sé, ma quanto le giornate di produttività perse perché costretti a letto o forzatamente rinchiusi in casa per accudire un bambino o un parente. Un prezzo, questo, che sicuramente si verifica anche nel Bel Paese.

I maggiori responsabili di visite frequenti in ospedale e di alleggerimento del portafoglio sarebbero le polveri sottili, quel Pm10 di cui in questi giorni si è sentito parlare con toni accesi, tra le amministrazioni che hanno optato per le targhe alterne o per la chiusura al traffico di specifiche aree delle città. Nel mirino, di conseguenza, ci finisco gli automezzi e i sistemi obsoleti di riscaldamento delle abitazioni che, oltre alla beffa economica, provocano solo sullo Stivale circa 8.000 morti l’anno.

29 gennaio 2012
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