L’inquinamento atmosferico sarebbe responsabile di oltre 2 milioni di morti nel mondo ogni anno, almeno secondo un nuovo studio che sarà pubblicato nel numero di luglio della rivista “Environmental Research Letters”. Obiettivo degli scienziati è stato quello di stabilire quanto incide il rapporto tra il livello di sostanze pericolose nell’aria e la quantità di patologie gravi a esse riconducibili e in grado di portare al decesso.

A quanto si apprende, ben 2,1 milioni di morti nel mondo sono imputabili ai danni causati da particolato, le cui particelle sono in grado di penetrare nei polmoni causando malattie respiratorie che si aggiungono alle altre patologie cardiache derivate sempre dalla scarsa qualità dell’aria, mentre 470.000 morti sono riconducibili alla quantità di agenti inquinanti immessi nell’atmosfera dalle attività umane, compresi i processi produttivi delle fabbriche e l’inquinamento causato dai mezzi a motore.

Secondo Jason West, assistente professore di scienze ambientali presso la University of North Carolina a Chapel Hill, le tendenze indicano che la maggioranza di morti si verifica in Oriente e nel sud-est dell’Asia, cioè quelle aree ad alta densità di popolazione caratterizzate da alti livelli di inquinamento atmosferico. Lo studioso ha spiegato che il problema della bassa qualità dell’aria è molto importante e che un suo miglioramento potrebbe aumentare l’aspettativa di vita della popolazione.

Quel che un po’ sorprende, rispetto ad analoghe ricerche condotte in passato, è che nella ricerca non è emersa una grossa incidenza tra il numero di decessi causati dall’inquinamento e i cambiamenti climatici globali, tanto che quest’ultimo fattore sembra avere un impatto essenzialmente ridotto sulla salute. Ovviamente temperatura e umidità sono delle variabili capaci di modificare la composizione dell’aria e delle particelle che la compongono, anche se la statistica emersa nel rapporto vede 3.700 decessi in tutto dovuti al cambiamento del clima.

15 luglio 2013
I vostri commenti
Silvano Ghezzo, martedì 16 luglio 2013 alle22:41 ha scritto: rispondi »

L'inquinamento è direttamente proporzionale al numero di abitanti e al loro stile di vita. Se vogliamo rendere stabile e vivibile questo pianeta, per noi unica isola abitabile nell' infinito universo, dobbiamo limitare contemporaneamente codeste due variabili, personalmente non vedo altre valide alternative, e sempre personalmente mi seccherebbe alquanto ritornare allo stile di vita ottocentesco o anche peggio.

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