L’inquinamento atmosferico provoca il cancro. Questa frase di certo non risulterà nuova a molti lettori e non lo è per davvero. Da decenni scienziati di tutto il mondo cercano di convincere i politici, i cittadini e le comunità a ridurre le proprie emissioni perché sono nocive non solo per l’ambiente, ma anche per loro stessi. Purtroppo senza successo. Adesso però che la ricerca deriva dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro forse riceverà maggiore attenzione. Anche perché è stata confermata anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Secondo i risultati dello studio, il quale ha preso in esame 1000 ricerche al riguardo, l’inquinamento atmosferico si può paragonare perfettamente all’amianto, al tabacco e alle radiazioni ultraviolette in quanto a capacità di causare il cancro. Anzi, secondo Kurt Straif, capo del dipartimento IARC:

Riteniamo che questo sia il più importante cancerogeno ambientale, più del fumo passivo.

La novità principale di questo studio sta nel fatto che mentre finora erano state valutate solo le singole componenti dell’inquinamento, come i fumi del diesel, il particolato sottile e così via, questa volta, per la prima volta, l’inquinamento atmosferico è stato trattato come un’entità unica.

Nel suo complesso è molto più pericolosa rispetto a come non fosse stata considerata prima. Al suo interno l’inquinamento comprende gas, particolato e particelle sottili che finiscono in profondità nei polmoni dove si depositano e causano il cancro.

Secondo i ricercatori francesi i rischi per gli esseri umani in genere non sono alti, ma lo diventano nel momento in cui diventa difficile evitarli. I fumi delle fabbriche, i gas di scarico delle auto e tutte le altre fonti vengono in contatto con le persone ogni giorno, e un’esposizione prolungata può così rivelarsi pericolosa.

Questa non è la prima volta che si collega l’inquinamento ai problemi di salute. Precedenti ricerche, avvallate dall’OMS, avevano sottolineato come fosse collegabile anche alle malattie cardiache e respiratorie.

Nel 2010, secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ci sono stati oltre 220 mila decessi per cancro ai polmoni in tutto il mondo, collegabili all’inquinamento atmosferico. Inoltre non è da escludere il collegamento anche con alcuni casi di cancro alla vescica. Per questo lo studio si rivolge ancora una volta ai Governi nazionali e sovranazionali per chiedere strategie serie per ridurre l’inquinamento atmosferico.

17 ottobre 2013
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I vostri commenti
Bruno, giovedì 17 ottobre 2013 alle20:41 ha scritto: rispondi »

Bella scoperta!

Silvano Ghezzo, giovedì 17 ottobre 2013 alle20:11 ha scritto: rispondi »

Conosco medici che fumano sigarette, e alla mia stupita e attonita domanda se sapevano che il fumo fa male, mi sono sentito rispondere che lo sapevano benissimo, ma che prima o poi si doveva morire di qualcosa e preferivano farlo in modo piacevole. Purtroppo ho compreso allora che alle persone che non vogliono capire puoi dire tutto quel che vuoi ma senza esito alcuno, anche se sono laureati ed acculturati. "La verità fa male" come diceva la cantante Caselli, e spesso è censurata.

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