Allevamenti di pecore in Umbria colpiti dal morbo della “Lingua Blu”. La “Blue tongue” o febbre catarrale degli ovini non prevede però alcun rischio per la salute dell’uomo. A sottolinearlo la USL Umbria 1, il cui avviso punta a evitare la diffusione di facili allarmismi intorno alla vicenda.

La Lingua Blu colpisce i ruminanti e nello specifico a essere interessati sono stati gli allevamenti di pecore umbri, a cominciare dai primi casi individuati già alcune settimane fa nella Provincia di Terni. I primi numeri sul contagio indicano in circa 10 mila gli animali colpiti, con una mortalità intorno al 10%.

Sono in arrivo nella Regione Umbria 50 mila dosi di vaccino, così da arginare la diffusione della patologia e ridurre i rischi per gli allevamenti. La malattia viene ricordato come non sia trasmissibile all’uomo, né tramite contatto e neppure attraverso alimenti derivati o tramite gli stessi vettori che diffondono il virus agli ovini, insetti appartenenti al genere dei Culicoides. Come sottolinea Antonio Ruina, direttore del Dipartimento di Prevenzione della Usl Umbria 1:

È importante che i consumatori sappiano che alimentarsi con la carne, il latte e i suoi derivati non crea alcun problema alla salute.

Per cui si possono continuare ad acquistare con tranquillità i prodotti presenti sia nella grande distribuzione sia presso le aziende che fanno vendita diretta, considerando che i veterinari del dipartimento controllano sia gli animali all’interno degli allevamenti sia i prodotti da essi derivati.

16 settembre 2014
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