Linfociti alti e bassi: sintomi e cause

I linfociti sono le cellule che hanno il ruolo di difendere il nostro organismo: concorrono a definire l’immunità. Quest’ultima consiste nella capacità del nostro organismo di contrastare l’azione di agenti patogeni, come ad esempio batteri e virus che, entrando in contatto con i nostri tessuti, potrebbero provocare lo sviluppo di pericolose infezioni. La difesa immunitaria che ci assicurano i linfociti è anche diretta verso le cellule tumorali, a tutti gli effetti estranee a quelle del tessuto sano e pertanto riconosciute come nemiche.

Esistono due tipi diversi di immunità:

  • innata, detta anche aspecifica;
  • adattiva, detta anche specifica.

I linfociti mediano l’immunità specifica contro un determinato bersaglio che viene prima riconosciuto, quindi attaccato da cellule o anticorpi e infine memorizzato. L’immunità adattativa è mediata dai linfociti B e T, che riconoscono le cellule estranee e danno il via alla difesa.

I due tipi di linfociti, B e T, pur avendo molte caratteristiche in comune, agiscono in modo diverso:

  • i linfociti B sono responsabili della produzione di anticorpi producendo la cosiddetta risposta immunitaria umorale;
  • i linfociti T, invece, sono responsabili dell’immunità cellulo-mediata contro le nostre cellule, attaccate da virus e batteri, funghi e protozoi e contro le cellule tumorali.

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Al gruppo dei linfociti appartengono anche le meno note e nominate cellule natural killer, la cui azione sempre molto precoce è diretta all’aggressione di un’ampia varietà di agenti infettivi e di cellule tumorali.

I linfociti hanno una concentrazione basale nel sangue, valori che si discostano dalla norma devono essere valutati dal medico che, in presenza anche di altri sintomi e dai risultati dell’anamnesi e dell’esame obiettivo, potrà formulare la diagnosi.

Vediamo quali sono le cause più frequenti di valori più alti o più bassi della norma. Per nessuna delle due condizioni esistono sintomi specifici, il quadro delle manifestazioni dipende dalla causa della modifica dalla concentrazione delle cellule B e T circolanti.

Linfociti alti

Una concentrazione superiore alla norma di linfociti può essere determinata da diverse patologie, in molti casi anche asintomatiche. Le analisi del sangue rivelano valori alti in caso di:

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  • tumori del sangue come leucemie acute, croniche, mieloidi, linfatiche o linfoidi;
  • linfomi a carico della milza o dei linfonodi;
  • malattie mieloproliferative;
  • somministrazione di alcuni farmaci, come minociclina, un antibiotico di uso dermatologico, l’anticoagulante eparina, farmaci antiepilettici;
  • infezioni, tra le quali anche la pertosse
  • malattie autoimmuni che provocano una costante infiammazione e risposta immunitaria;
  • grave stress e traumi fisici;
  • disidratazione grave;
  • rimozione chirurgica della milza;
  • tumori;
  • malattie intestinali croniche come il morbo di Crohn.

Linfociti bassi

Le condizioni patologiche che più spesso possono determinare una riduzione della concentrazione di linfociti sono:

  • somministrazione di farmaci citostatici, cortisonici e chemioterapia;
  • miastenia;
  • linfomi, malattia di Hodgkin e altri tumori maligni;
  • insufficienza renale;
  • esposizione a radiazioni;
  • malattie autoimmuni come il lupus eritematoso;
  • artrite reumatoide;
  • sclerosi multipla.

Anche in questo caso, il quadro dei sintomi è strettamente correlato alla malattia primaria che ha causato la riduzione della quantità di linfociti circolanti.

22 novembre 2017
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