Il cane Diggy può tornare a sorridere senza dubbi e ombre: finalmente è giunta la risposta che tanto aspettava. L’animale, adottato presso il Detroit Dog Rescue, era rientrato per errore nella lista dei quadrupedi definiti pericolosi, un vademecum che in America penalizza alcune razze. In particolare i Pit Bull, definiti troppo aggressivi e dannosi per la salute umana, quindi allontanati dai centri abitati e spesso avviati vero la soppressione. L’animale era divenuto velocemente noto grazie alle condivisioni attraverso i social, grazie a una particolarità: l’incredibile allegria e un sorriso sempre presente.

Ma le sue foto erano finite sotto l’occhio vigile delle forze dell’ordine, che si erano interessate subito al caso. L’animale era stato erroneamente identificato come razza pericolosa e quindi era stato prelevato dalla sua abitazione, strappato dalla felicità appena conquistata. Ma il nuovo proprietario, Dan Tillery, non ha voluto cedere e lasciare andare via il suo nuovo amico. Con il supporto di un legale, ha battagliato perché il quadrupede venisse riconosciuto come parte integrante della sua razza d’origine: l’American Bulldog. Diggy, infatti, non è un Pit Bull e questo lo escluderebbe dalla lista dei cani considerati ingiustamente pericolosi.

In supporto del giovane è giunta anche l’associazione che aveva favorito l’adozione di Diggy e tutti i suoi sostenitori, un supporto forte e corposo. La legge ha fatto il suo corso e il tribunale ha liberato il cane dalla prigionia, riconsegnandolo al suo legittimo proprietario. Il giudice ha confermato la razza dell’animale, escludendolo dal gruppo degli esemplari a rischio. Una soluzione positiva per il cucciolone che, come mostrano le immagini, predilige gioco e coccole e non certo aggressività e attacchi. La legge statunitense è piuttosto severa e molti esemplari vengono strappati alle loro famiglie di appartenenza, proprio perché considerati legalmente aggressivi. La condivisione social del cucciolone è stata fondamentale per la sua salvezza: grazie alla forte esposizione mediatica l’animale ha potuto rimarcare la sua origine e la sua innocenza.

16 settembre 2016
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