Il cane di razza levriero è un esemplare dalle origini antiche e dall’innata eleganza fisica, spesso utilizzato come animale da compagnia per la sua indole aristocratica. Ma, a dispetto della sua nomea, il quadrupede è in realtà un amico dall’animo mite, affettuoso, molto docile, riservato e incredibilmente fedele. Del suo passaggio all’interno della storia si ha traccia sin dal tempo degli Egizi: la diffusione e l’adattabilità in spazi e continenti differenti ha successivamente creato le varie razze presenti all’interno della stessa famiglia. La sua conformazione fisica, l’interesse per la cattura delle prede, hanno spinto l’uomo ad addestrarlo e ad affinare alcune caratteristiche, trasformandolo in un eccellente corridore e cacciatore.

Ma questa in realtà è una vera condanna perché, in alcune zone del mondo, le sue qualità vengono sfruttate letteralmente fino alla morte. Un esempio lampante è la condizione esistenziale dei levrieri in Spagna, meglio noti come galgos e podencos, specializzati nella caccia alla lepre e al coniglio. In terra natia sono considerati come animali da lavoro o da intrattenimento, quindi non tutelati dalla legge al pari di un cane di affezione. Questi figli del vento conducono un’esistenza sotto costante pressione fisica e mentale, sin dal momento della nascita, dove i piccoli meno interessati alla caccia o più timidi vengono subito eliminati brutalmente. L’addestramento che ne consegue è duro, fatto di privazioni, poco cibo per affamare l’animale in favore della caccia, nessun controllo o vaccinazione, cucce o box fatiscenti dove vengono stipati in gran numero e al freddo.

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Il dramma si palesa soprattutto a fine stagione venatoria, che si protrae da ottobre a fine febbraio, quando i levrieri ormai del tutto superflui vengono eliminati. La loro speranza di vita dura dai tre ai cinque anni, può raggiungere gli otto anni solo se il cane è ottimo per la riproduzione. A fine percorso vengono letteralmente abbandonati in zone boschive isolate, spesso impiccati, bruciati vivi, gettati in un pozzo o lasciati morire di fame. L’immagine di questi cani come oggetti da lavoro è purtroppo legata alla cultura e alla tradizione di molte aree spagnole e, come tale, continua a perdurare indisturbata. Non è perciò raro imbattersi in esemplari dall’aspetto scheletrico e spettrale, malati, colpiti da infezioni e ferite effettuate per eliminare l’eventuale presenza di microchip. L’adozione è per queste anime l’unica e sola speranza di vita, che risulta complessa in terra natia ma più probabile fuori confine. Molte le associazioni, anche italiane, che si battono per impedire che questi cani finiscano la loro vita tra atroci sofferenze oppure rinchiusi nelle terribili perreras, ovvero i canili locali.

Nonostante l’intervento di molti gruppi animalisti e artisti famosi come Brigitte Bardot, benché la caccia con il levriero sia vietata ovunque tranne che in Spagna, questi delicati e affascinanti animali continuano a subire l’ingerenza dell’arroganza umana nelle loro vite. Una condizione simile è vissuta dai cugini di razza in Irlanda o in Cile, spesso impiegati per le corse su circuito, anche clandestine. Gare stremanti che posso produrre ferite e la morte, mentre a fine percorso lavorativo questi animali vengono eliminati brutalmente come i levrieri spagnoli. Un massacro silenzioso, una mattanza crudele che solo in terra spagnola produce circa 50.000 vittime ogni anno.

16 febbraio 2017
I vostri commenti
Emanuela, sabato 18 febbraio 2017 alle0:00 ha scritto: rispondi »

Che tristezza....come si può far lavorare, soffrire e morire degli animali così gentili, raffinati e tenerissimi. L' uomo è proprio destinato alla sua autodistruzione...e se lo merita!!!!

pietroluongo antonio, giovedì 16 febbraio 2017 alle23:27 ha scritto: rispondi »

sono degli assassini e i governi sono corresponsabili di questo massacro . Ma di cosa vogliamo parlare se non riescono ancora a vietare le sanguinose corride nassacrando quei poveri tori senza colpa.

alessandra, giovedì 16 febbraio 2017 alle16:34 ha scritto: rispondi »

ma perché l'uomo fa così schifo!!!

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