L’Europa vieta i test cosmetici sugli animali

Dopo Israele, è il turno del Vecchio Continente: dall’11 marzo sarà vietata la commercializzazione in Europa di prodotti per la cosmesi testati sugli animali, così come la loro stessa produzione. Un successo delle istanze animaliste che da anni operano per un mercato della bellezza cruelty-free, con delle pressioni sulla governance dell’UE risalenti già agli inizi degli anni 2000.

È del 2003, infatti, il primo voto favorevole del Parlamento Europeo a una risoluzione che inibisse i prodotti cosmetici testati sugli animali, risoluzione che sarebbe dovuta entrare in vigore nel 2009. Le pressioni dell’industria, tuttavia, sono riuscite a far spostare questa deadline al 2013 e pare fosse già in programma la richiesta per un ulteriore modifica. Se non fosse stato per la presa di posizione di Tonio Borg, il Commissario Europeo per la Salute e la Politica dei Consumatori, il quale ha dichiarato di «non voler pianificare né proporre un posticipo o una deregolamentazione al divieto».

>>Scopri il divieto in Israele per i prodotti testati sugli animali

Dall’11 marzo, di conseguenza, qualsiasi prodotto per la cura del corpo non potrà essere venduto, né fabbricato, se derivante da esperimenti sugli animali. Le categorie di prodotti inclusi nel divieto è davvero ampia – si va dai dentifrici ai rossetti, passando per le creme anticellulite – e i produttori non potranno far altro che adeguarsi. A differenza del settore medico, dove la comunità scientifica continua a ritenere l’apporto animale necessario per studiare l’affidabilità dei farmaci, per la cosmesi esistono già molte alternative per l’analisi di eventuali effetti avversi, come reazioni allergiche locali o rash cutanei.

La notizia è stata colta con piena soddisfazione dalle associazioni animaliste che da oltre 20 anni insistono per la definizione del divieto, anche se molto pare debba essere ancora fatto. Secondo Michelle Thew, Chief Executive di Cruelty Free International, il ban europeo non è altro che il primo passo per l’esclusione dei test animali dalll’intero globo:

«Questo è un evento davvero storico, è il culmine di 20 anni di campagne. Ora applicheremo la nostra determinazione e le nostre visioni a livello globale, per fare in modo che il resto del mondo segua questa guida.»

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Simili giudizi anche da The Body Shop, catena di negozi per la cura del corpo da sempre in prima linea per la salvaguardia dei diritti degli animali. Il portavoce Paul McGreevy si è così espresso:

«Questo grande risultato in Europa è solo la chiusura di un capito. Il futuro della bellezza deve essere cruelty free.»

Proprio The Body Shop e Cruelty Free International hanno raccolto una lista di 55 nazioni disposte ad abbandonare trucchi, creme e ritrovati sperimentati sugli animali. In questi paesi si stanno programmando campagne di sensibilizzazione e di lobbing affinché vengano poste in essere normative simili a quella europea.

Fonti: Ecorazzi, Jezebel

2 febbraio 2013
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