La talpa, meglio nota come Talpa europaea, è un animaletto che vive sottoterra scavando cunicoli elaborati. Esemplare mammifero, l’Italia può vantare tre specie differenti, in particolare nelle regioni del centro oltre che sulle Alpi. Questo piccolo roditore, molto diffuso in quasi tutta l’Europa e anche in Asia, ha un formato alquanto ridotto per un massimo di sedici centimetri di lunghezza e un peso contenuto. La coda, da sola, misura alcuni centimetri. Ciò che la caratterizza è un manto corto e dall’aspetto vellutato: la colorazione scura può variare dal grigio al marrone fino alle tonalità dell’azzurro. Il naso è color carne, le orecchie minuscole e quasi inesistenti, mentre il muso è appuntito. Le zampe anteriori risultano molto forti perché deputate per lo scavo sotterraneo.

È un esemplare che ama la solitudine e scavare, attività che svolge per molte ore durante la giornata. La sua vita si svolge sottoterra dove, con costanza e decisione, l’animaletto crea cunicoli e tane alla ricerca di cibo e spazi nuovi da aggiungere al suo territorio. La talpa è infatti un animale territoriale, controlla personalmente tutti gli anfratti delle sue gallerie e li marca con secrezioni particolari, emesse dalle ghiandole anali. Nonostante la vista sia limitata, possiede un olfatto, un tatto e un udito molto sviluppati che sfrutta per cacciare e ampliare la sua dimora. Vive in media sei anni, si riproduce una volta l’anno e partorisce in media cinque cuccioli dopo quattro settimane di gestazione. Questa sua frenesia nello scoprire e scavare si scontra apertamente con l’uomo, in particolare con chi lavora nei campi per le coltivazioni. I pesticidi e i prodotti chimici utilizzati nell’agricoltura sono per lei un problema non indifferente, ma le metodologie per allontanarla possono risultare anche meno cruenti. Gabbiette, trappole oppure cotone imbevuto di sostanze tipo olio essenziale all’aglio, menta piperita o patchouli inserito dentro le tane, possono mostrarsi utilissime.

La talpa e il letargo

Nonostante il suo aspetto sonnacchioso e l’immagine che da sempre la definisce, la talpa non è un animale letargico e amante del sonno. Piuttosto il contrario, perché alterna momenti di iperattività a qualche ora di sonno, ripetendo la pratica più volte durante la giornata. Questo le impedisce di dormire per più di tre ore consecutivamente. L’impossibilità di accumulare grasso corporeo le preclude il letargo durante l’inverno, quindi è costretta a una costante ricerca di cibo. Deve necessariamente cibarsi con quantitativi pari al 50% del suo peso, così da garantire energia al fisico per contrastare il periodo più freddo e difficile.

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Talpa e mitologia

Questo particolare roditore, ghiotto di insetti e larve, un tempo era considerato magico, veniva però cacciata per la sua pelliccia che veniva venduta. Nella cultura dell’antico Egitto, la talpa simboleggiava la cecità, perché una credenza la voleva cieca e sorda. Mentre nel mondo cristiano rappresentava la terra e l’avarizia, invece nel Medioevo si pensava che mangiare il cuore di una talpa appena uccisa potesse favorire la possibilità di prevedere il futuro. Mentre secondo i nativi americani, la talpa è il guardiano del mondo inferiore, sotterraneo, punto di connessione con le energie della terra, simbolo di introspezione e della capacità di vedere attraverso il buio.

19 ottobre 2016
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