La leptospirosi è una malattia molto diffusa che prende il nome dal batterio che la causa, cioè il Leptospira, veicolo di trasmissione primaria. L’urina è il mezzo di contagio: un cane infetto che espleta i suoi bisogni accanto a un corso o una fonte d’acqua può infettarla. Il quadrupede successivo che vi immergerà le zampe, magari con la presenza di ferite o escoriazioni, potrà facilmente contrarla. La stessa ingestione dell’acqua infetta potrà causare la diffusione dell’infezione batterica.

Il contagio può avvenire anche attraverso altre specie animali, come ad esempio alcuni roditori quali ratti, porcospini e puzzole. Può capitare che anche bovini e suini possano essere colpiti dal batterio, divenendo serbatoio di incubazione per l’infezione canina. Saltuariamente può colpire e infettare anche l’uomo. L’assenza di sintomi rende la malattia silente per il cane e per questo molto pericolosa.

Tipologie di leptospirosi e diffusione

La varie tipologie, ovvero il sierotipo del batterio, sono circa 200 e fanno si che la leptospirosi si possa dividere in specie diverse. Le più diffuse sono la Leptospira canicola e la Leptospira icterohaemorrhagiae, che risulta essere anche la più aggressiva. Il cane è il serbatoio di diffusione del virus, ma la problematica è stata ridimensionata nel tempo grazie alla massiccia vaccinazione. Come anticipato anche ratti, maiali e bovini possono fare da serbatoio, in questo caso il seriotipo è indicato come Leptospira bratislava e la Leptospira grippotyphosa. Un gruppo ristretto di 60 seriotipi vive e prolifera nell’acqua, indicati come Leptospira biflexa, che possono diventare parte integrante della contaminazione.

Il contatto con le urine infette può colpire il nuovo ospite, sedimentando silenziosamente nei reni anche per anni. La stessa acqua contaminata può trasformarsi in un mezzo di contagio, in particolare in presenza di tagli, ferite, abrasioni facilmente penetrabili. L’inalazione e il morso di un animale infetto possono favorire la trasmissione della malattia, che può colpire i quadrupedi di casa e con percentuali inferiori anche l’uomo. La patologia può risultare occasionalmente letale per il cane ma anche per l’uomo.

Sintomi e cure

La malattia, come anticipato, può sedimentare in silenzio per molto tempo. I suoi sintomi sono comuni ad altre patologie, come cimurro ed epatite infettiva canina, ma lo sviluppo della malattia appare più rapido e veloce. I segnali può comuni sono la febbre alta, che spesso può regredire, vomito, gastroenterite, ittero, urine frequenti dalla colorazione scura, arrossamento delle mucose, disidratazione, insufficienza renale molto forte, tosse, difficoltà respiratoria e mancanza di vitalità. L’incubazione può variare dai 4 ai 12 giorni.

In presenza di questi sintomi è bene condurre il cane dal veterinario, che effettuerà alcuni test diagnostici per determinare la tipologia di leptospirosi. Quindi si procederà con la terapia che prevede l’idratazione immediata per il riequilibrio dei sali nel sangue, farmaci necessari per contrastare vomito e diarrea, una terapia antibiotica, cure di supporto per gli organi interni e per la sua pulizia durante la malattia.

30 gennaio 2014
I vostri commenti
loredana brovedani, domenica 26 aprile 2015 alle20:08 ha scritto: rispondi »

e è possibile vaccinare i miei cani di due e tre anni?

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