La vicenda dei quattro leoni uccisi allo zoo di Copenhagen, così come ampiamente predetto, sta suscitando proteste e indignazione a livello internazionale. La struttura, già protagonista lo scorso febbraio della criticata soppressione della giraffa Marius, non vuole cadere nell’ennesimo polverone mediatico e tenta di difendersi a mezzo stampa. Le motivazioni addotte, però, non sembrano sufficienti per placare le ire dei tanti amanti degli animali già attivissimi sui social network con boicottaggi e petizioni.

Il fatto è avvenuto lo scorso lunedì, quando i responsabili dello zoo hanno deciso di sopprimere quattro leoni – due adulti e due cuccioli – per far spazio nella struttura a un nuovo esemplare. Il felino, particolarmente giovane e aggressivo, avrebbe probabilmente aggredito i leoncini e gli anziani genitori, uccidendoli per avere il controllo del branco. Così lo zoo ha deciso di intervenire prima che fosse l’animale stesso a farlo. Una decisione che è stata sommersa dalle polemiche, perché l’opinione pubblica si è chiesta per quale motivo i leoni in questione non siano stati donati ad altri zoo oppure divisi dal nuovo esemplare, anche solo per un breve periodo così da assicurare la normale crescita dei cuccioli.

La dirigenza dello zoo questa mattina ha rilasciato un comunicato per giustificare le proprie decisioni, comunicato che tuttavia non ha sortito l’effetto sperato: quello di spegnere i riflettori dei media sulla struttura. Secondo quanto affermato, non solo il nuovo leone avrebbe probabilmente ucciso i suoi simili più deboli, ma è molto probabile che il branco stesso l’avrebbe rifiutato, proprio per il riconoscimento dei capi del gruppo nei due esemplari anziani, di oltre 16 anni. Inoltre, pare che la presenza del nuovo esemplare non sia compatibile con il progetto di fertilità felina avviato nel parco:

Non avremmo mai rischiato che il leone si potesse accoppiare con l’anziana femmina, per il fatto che avrebbe incontrato difficoltà nel parto e nella cura di una nuova cucciolata. […] La nostra scelta può sembrare dura, ma in natura è necessario assicurare un branco forte con la più alta chance di sopravvivenza.

Lo zoo tiene a specificare come, in un intento di crescita naturale dei propri animali, gli esemplari vivano tutti insieme e siano liberi di accoppiarsi senza vincoli, lo stesso motivo che ha portato alla soppressione della giraffa per preservare la qualità genetica degli esemplari. Le ragioni, però, non spiegano perché i leoni non siano stati semplicemente donati ad altre strutture, dove avrebbero potuto condurre una terza età serena e dove i cuccioli avrebbero certamente trovato un branco in cui inserirsi.

26 marzo 2014
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I vostri commenti
gino, domenica 6 aprile 2014 alle19:26 ha scritto: rispondi »

Ritengo assurdo che un Governo ed un paese come la Danimarca e nessuno nella commissione Europea, non vada da questo Direttore di questo Zoo, dall'ambasciatore dello stato, che i stessi nostri che vanno in tutto il mondo, e gli dicano che se vuole uccidere gli animali, si armasse di arco e frecce e vada in Namibia o dove possa fare un safari vediamo quello che riesce a fare, dove un leone di 16 anni si può difendere. Ci sono tanti animalisti, associazioni ( WWF - Greenpeace - etc) e non riescono a farmare una persona che non oso indicare con l'appellativo giusto per paura di essere denunciato.

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